Germania-Argentina, quando gli italiani tifarono Germania

Pubblicato il autore: Francesco Serrone Segui

Germania-ArgentinaSe si chiede ai supporters della nazionale italiana qual è l’avversario che più di ogni altro vorrebbero battere in una competizione molti di loro risponderebbero Germania. Se si ponesse la stessa domanda ai loro omologhi tedeschi la risposta sarebbe Italia. Una rivalità fortissima quella tra le due nazionali più titolate del Vecchio continente. Italia e Germania hanno scritto la storia del calcio mondiale non solo con la vittoria di mondiali ed europei ma anche con incontri epici, densi di emozioni come l’incredibile semifinale dell’Azteca del ’70, vinta dagli Azzurri ai supplementari per 4-3. Una rivalità forte, dicevamo, ma improntata nella maggior parte dei casi al massimo rispetto nei confronti dell’avversario, fatta eccezione per i classici sfottò e per un articolo di cattivo gusto pubblicato dallo Spiegel alla vigilia della semifinale di Dortmund del 2006, che tanta indignazione suscitò nei nostri connazionali che vivono e lavorano nel Paese di Goethe (gli autori del settimanale pubblicarono il giorno successivo una lettera di scuse, ndr). Due popoli, due squadre, due modi di intendere il calcio e la vita molto spesso agli antipodi. La compagine teutonica non è mai riuscita a battere l’Italia in un match ufficiale, nemmeno quando è partita coi favori del pronostico. Eppure c’è stato un giorno in cui italiani e tedeschi sono stati accomunati nel tifo per una sola squadra. Incredibile ma vero esattamente venticinque anni fa, l’8 luglio del 1990, la maggioranza degli appassionati di calcio del Belpaese sostennero la nazionale tedesca nella finale di Coppa del Mondo disputata a Roma contro l’Argentina. Un comportamento difficile da capire per chi non conosce esattamente ciò che avvenne nei giorni che precedettero la sfida dell’Olimpico.

TUTTI CONTRO MARADONA – In effetti più che di amore verso la Germania Occidentale (il processo di riunificazione con la parte orientale sarebbe avvenuto pochi mesi dopo, ndr) si trattò di una forma di vendetta nei confronti dell’Argentina e del suo capitano, Diego Armando Maradona. Colpevoli gli argentini di aver eliminato l’Italia nella semifinale di Napoli di cinque giorni prima. Colpevole Maradona, fresco vincitore del secondo scudetto proprio con la maglia del club azzurro, di aver invitato il pubblico partenopeo a non tifare Italia. “Mi dispiace che adesso tutti chiedono ai napoletani di essere italiani quando per tutto l’anno si dimenticano che noi esistiamo. Dal resto dell’Italia Napoli ha ricevuto sempre e solo schiaffi. Ora tutti li chiamano, mentre durante l’anno gli danno dei terremotati, dei terroni, degli africani” le parole del Pibe de Oro, pesanti come macigni. Ancora oggi si discute sull’effetto che ebbero quelle dichiarazioni sul pubblico del San Paolo. Fatto sta che i tifosi napoletani sostennero l’Italia fino alla fine, fino alla lotteria dei calci di rigore dove i rioplatensi ebbero la meglio in virtù degli errori di Donadoni e Serena. Un epilogo drammatico per l’Italia e per i tanti italiani che nel corso di quelle “Notti magiche” cullavano il sogno di vincere la quarta Coppa del Mondo. La finale tra la Germania Ovest e l’Argentina si giocò dunque in una clima sbilanciato in favore dei primi. Il pubblico italiano scaricò la rabbia per l’eliminazione fischiando sonoramente l’esecuzione dell’inno nazionale argentino. Maradona, furibondo, rispose con un insulto di fronte alle telecamere. In campo successe di peggio.

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MENDEZ CODESAL – La partita, tra le più brutte finali nella storia dei campionati del mondo, venne decisa da un più che dubbio rigore assegnato ai tedeschi dall’arbitro Mendez Codesal, un ginecologo uruguaiano naturalizzato messicano, nei minuti finali (ne aveva negato uno evidente agli argentini pochi istanti prima). Brehme realizzò il gol dell’1-0 che valse alla Germania il suo terzo titolo. Finì con i tedeschi in trionfo e i sudamericani, rimasti in nove uomini per le espulsioni di Monzon e Dezotti, sull’orlo di una crisi di nervi e che per poco non aggredirono il direttore di gara. Maradona, fischiato e insultato per tutti i novanta minuti, scoppiò a piangere al fischio finale. Nel dopopartita, ma lo ripeterà più volte negli anni a venire, punterà il dito verso l’arbitro, la Fifa, Blatter e Antonio Matarrese colpevoli di aver pilotato la gara in favore della Germania. La Fifa, denuncia Maradona, avrebbe fatto deragliare l’Argentina in conto riparazione oltre che per l’inaspettata eliminazione dell’Italia, anche per le dichiarazioni sui sorteggi taroccati per aiutare le squadre europee rilasciate dal Pibe de Oro nei mesi precedenti. Quanto al poco simpatico (per gli argentini) Mendez Codesal verrà radiato dalla federazione messicana per corruzione poco dopo i mondiali. Forse gli argentini non avevano tutti i torti.

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