Esclusiva, Gigi Simoni: “L’Inter ha una squadra logica. L’attacco più forte? È del…”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

Intervista all’ex tecnico di Inter e Napoli Gigi Simoni, che parla dei nerazzurri e dell’imminente sfida con il Palermo e rilascia anche qualche battuta sull’altra sua ex squadra il Napoli, e di come sia cambiata dall’arrivo in panchina di Sarri.

gigi simo

L’Inter quest’estate ha concluso un mercato importante, ha avuto un buonissimo inizio di stagione e avrà meno impegni rispetto ad altre squadre vista la sua assenza dalle coppe. Secondo lei è l’Inter la vera favorita per lo scudetto o ci sono squadre più accreditate per la corsa al campionato?
È difficile fare una previsione del genere perché le partite giocate sono ancora poche. Molte squadre hanno cambiato parecchio e alcune devono ancora perfezionare qualcosa per schierare la miglior formazione titolare. Sicuramente l’Inter rispetto all’anno scorso ha lavorato con intelligenza e ha costruito una squadra molto logica con un centrocampo di forza, punte importanti e difesori forti. Ha fatto quello che in genere si fa per allestire una grande squadra, cioè ha messo qualche campione per reparto e quindi adesso ha una rosa che giocando un po’ insieme può far bene. Per lo scudetto penso sempre che la Juve risolverà qualche problemino con i nuovi che sono arrivati e che hanno sostituito quelli che sono andati via. Speriamo non li risolva (ride ndr), anzi speriamo che lo scudetto lo vinca l’Inter.

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Sabato sera la squadra di Mancini andrà a Palermo, quali saranno le difficoltà che incontreranno i nerazzurri?
Le difficoltà riguardano il fatto che l’Inter incontrerà una squadra che negli ultimi due anni ha trovato una fisionomia e una mentalità importante. È tra le quattro cinque squadre che l’anno scorso sono state stupende per rendimento e per qualità di gioco. Penso a loro, al Sassuolo, all’Empoli, che hanno fatto quasi come le grandi insomma. I rosanero sono una squadra che gioca con molta determinazione, una squadra moderna con davanti giocatori importanti. È una partita difficile per l’Inter anche se ultimamente il Palermo non ha fatto grandi cose, però la sensazione è che i rosanero hanno la qualità per impensierire i nerazzurri.

Per quanto riguarda il Napoli, sembra che dopo un inizio stentato in campionato adesso la squadra abbia tovato una sua giusta quadratura. Lei che opinione ha del nuovo Napoli di Maurizio Sarri?
Ho l’impressione che quest’anno sia l’anno buono per loro, perché nell’ultimo periodo c’era magari un buon attacco però la difesa, e anche un po’ il centrocampo, non erano di grande rilievo. Quest’anno invece hanno colmato queste lacune e hanno il grande attacco che avevano già e soprattutto a centrocampo sono migliorati tantissimo, grazie ad alcuni elementi validi. E anche in difesa c’è questo Koulibaly che sta facendo un grande campionato rivelandosi un giocatore importante. Adesso hanno migliorato i loro difetti ed è ora che possono essere giudicati. Prima magari una parte di squadra era buonissima e una parte meno, mentre ora hanno forza in tutti i reparti. Lo stesso dell’Inter, dato che per me queste due sono squadre che si assomigliano molto.

Jovetic-Icardi-Perisic o Insigne-Higuain-Callejon: qual è l’attacco più forte?
Io penso quello del Napoli, per me hanno loro l’attacco più forte. Hanno un giocatore da venti gol, altri due tre giocatori esterni molto bravi. Quest’anno è un campionato molto bello, a mio parere uno dei più imprevedibili dove ci si possono aspettare sorprese ogni domenica. Tante squadre saranno capaci di avere un rendimento continuo e di conseguenza quelli che avevano gli alti e bassi tenderanno a limare questi problemi. Credo che adesso ci sia un equilibrio molto alto, anche grazie ad un’ottima Fiorentina, e quindi il campionato diventa molto interessante anche perché la Juventus è sempre forte ma non è la squadra degli ultimi anni. Quando si perdono giocatori fondamentali come Pirlo, Tevez e Vidal è dura sostituirli, questi sono dei numei uno.

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La sua Cremonese è esattamente a metà classifica nel girone A della Lega Pro. Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine della sua squadra?
A breve termine cerchiamo un miglioramento generale per una squadra che ha cambiato tanti giocatori e ha un allenatore anch’esso diverso. Abbiamo perso solo una partita su sette e questo è incoraggiante. L’unica che abbiamo perso l’abbiamo persa all’ultimo minuto con un rigore inesistente. Ad ogni modo noi puntiamo ai play-off, arrivare tra le prime tre quattro posizioni in campionato.

Oltre alla Coppa Uefa che ha vinto con l’Inter nel ’98, qual è il ricordo più caro che le viene alla mente pensando sempre all’Inter?
Il ricordo più caro è aver raggiunto la Champions e, anche se questo pensiero non è caro, essere mandato via quando eravamo primi nel girone con il Real Madrid. Quello è stato un periodo rovinato dall’esonero, ma rimane comunque un periodo importante. Erano momenti in cui avevamo una squadra fortissima e c’era la speranza di raggiungere risultati che l’anno prima avevamo sfiorato.

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