Il Chelsea blinda Mourinho ma lo spogliatoio è una polveriera

Pubblicato il autore: Francesco Serrone Segui

José MourinhoPieno sostegno a Josè Mourinho. Il Chelsea blinda la panchina del tecnico portoghese, per alcuni quotidiani britannici pronta a saltare dopo l’1-3 con il Southampton, con un comunicato breve ma conciso. “Crediamo di avere l’allenatore adatto per dare una svolta alla stagione e che lui abbia la squadra giusta per farlo” si legge sul sito del club londinese. Abramovich, nonostante fosse furibondo dopo il ko con i Saints, stoppa le voci e le indiscrezioni degli ultimi giorni, memore anche del faraonico contratto che lega Mourinho al Chelsea fino al 2019, rinnovato meno di tre mesi fa. Eppure non siamo ancora arrivati a metà girone d’andata che le polemiche infuriano. La stagione dei Blues al momento è caratterizzata solo da sconfitte e veleni. Dagli scontri verbali di Mou con l’arcirivale Wenger, alle critiche alla classe arbitrale (la FA lo accusa di aver insultato l’arbitro al termine della sfida col Southampton, ndr), alla lite con l’ormai ex medico sociale Eva Carneiro per la quale saranno i tribunali a doversi pronunciare. Musica per le orecchie dei tabloid d’oltremanica, un po’ meno per squadra e staff tecnico trovatisi loro malgrado sotto i riflettori per una situazione di cui avrebbero fatti volentieri a meno. Uno spogliatoio che mostra crepe evidenti. Lo fa capire lo stesso Mourinho che ha parlato di “ratti” che farebbero filtrare notizie alla stampa.

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Ma non c’è solo questo alla base dell’incredibile serie di ko che ha fatto scivolare i campioni d’Inghilterra al sedicesimo posto in classifica, a dieci punti dal Manchester City. C’è una squadra apparsa logora, completamente svuotata di grinta e determinazione, soprattutto nei suoi uomini chiave. Un collettivo che ha mostrato l’esatto contrario di quelle che sono le caratteristiche tipiche mourinhane. Un attacco abulico e che ha difficoltà a far girare velocemente il pallone. Un paradosso se si pensa che a vestire la maglia dei londinesi ci sono calciatori abilissimi nel palleggio e nell’uno contro uno come Hazard, Willian, Oscar e Pedro. E, particolare che fa ancora più notizia, una difesa di burro (la seconda peggiore della Premier League), mal protetta dal centrocampo e continuamente esposta agli attacchi degli avversari con Ivanovic, Matic e il capitano John Terry finiti sul banco degli imputati. A completare un quadro non certo esaltante l’infortunio a Courtois che priva il reparto arretrato del forte portiere belga per i prossimi tre mesi.

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Una metamorfosi inspiegabile se si guarda alla scorsa stagione in cui il Chelsea vinse il campionato (perdendo appena tre partite) e la coppa di lega. La squadra è praticamente la stessa. Gli unici innesti, a parte il senegalese Djilobodji e il giovane Kenedy, sono serviti a rimpiazzare chi per motivi vari ha lasciato il club. Begovic, Baba, Pedro e Falcao hanno sostituito Cech, Filipe Luis, Cuadrado e Drogba. I giocatori sono gli stessi dunque, il clima all’interno del gruppo evidentemente no. Con tutte le conseguenze del caso. Persino le stilettate di Mourinho che, come già fatto altre volte, prova a costruire una situazione da “sindrome da accerchiamento” si stanno rivelando controproducenti. Il tecnico aveva fiutato che qualcosa fosse cambiato a Cobham già nei primi giorni di ritiro. Le dichiarazioni rilasciate alla vigilia del Community Shield contro l’Arsenal (vinto dai biancorossi per 1-0) lasciavano presagire una partenza lenta ma nessuno si aspettava una simile involuzione. Un Mourinho che appare in evidente difficoltà nel gestire quella che è la sua prima vera crisi da quando siede su una panchina, impelagato in una perenne strategia della tensione sempre meno credibile e da cui può uscirne solo con i risultati. Ma lo Special One non può ottenere risultati se la squadra non è con lui.

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