Esclusiva, Igor Protti: “Livorno bene in casa, un po’ meno in trasferta. L’attaccante italiano più forte al momento? Faccio un nome diverso dal solito e dico…”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

Alla vigilia della sfida tra Livorno e Vicenza valida per la tredicesima giornata della Serie B, la redazione di SuperNews ha contattato Igor Protti, grande ex della squadra amaranto nonché l’attaccante più prolifico nella storia della squadra toscana con 123 reti. L’ex bomber ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua vecchia squadra e ha dato un parere anche su quale sia al momento l’attaccante italiano più forte in circolazione.

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Sabato alle 15:00 si affronteranno Livorno e Vicenza, due squadre che occupano buone posizioni in classifica, visti anche i distacchi non esorbitanti dalle prime posizioni. Cosa si aspetta da questa sfida?
Il Livorno ha avuto un inizio di campionato straordinario poi c’è stata una flessione, ora è in una fase altalenante con risultati decisamnte buoni ottenuti in casa nell’ultimo periodo che fanno da contraltare con alcuni risultati negativi subiti in trasferta. Probabilmente l’opposto rispetto al Vicenza, che già dalla Coppa Italia ha dimostrato di essere in grado di fare grandi risultati anche fuori casa, perdendo solamente due volte, una a Cagliari e un’altra volta in casa della Pro Vercelli. Poi ha vinto a Trapani, ad Avellino, a Modena e anche in Coppa Italia in casa dell’Empoli ha portato a casa la vittoria. È una squadra che fuori casa si fa valere quindi mi aspetto una partita importante con due squadre che cercheranno di imporre il proprio calcio e di vincere.

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In questa stagione sulla panchina del Livorno Christian Panucci ha ottenuto finora sei vittorie, due pareggi, quattro sconfitte e il terzo miglior attacco del campionato. Come giudica l’operato del tecnico amaranto?
Ci sta mettendo tanta passione, tanta determinazione e grinta. Sta cercando fin dall’inizio della stagione di trasmettere ai suoi giocatori un po’ quello che era il suo carattere da calciatore e ovviamente vorrebbe vedere lo stesso atteggiamento in campo da parte dei suoi. Inoltre, da questo punto di vista credo che stia dando dei segnali importanti per quanto riguarda i giusti comportamenti da tenere, che vanno anche al di là del gioco, e questo è un aspetto importante a testimoninaza della grande passione che sta ponendo nel suo lavoro. Speriamo quindi che i risultati della squadra siano direttamente proporzionali alla passione che lui ci sta mettendo.

A parte il Cagliari data come super favorita di questa Serie B, quante chance ha il Livorno di raggiungere la prossima Serie A?
Il campionato è molto equilibrato e come giustamente dice anche lei il Cagliari è una squadra fortissima, una macchina da punti e da gol che sta dimostrando di poter mantenere quelle che erano le premesse e le aspettative di inizio stagione. Anche il Cesena si sta facendo valere soprattutto quando gioca tra le mura amiche. Io credo che a Livorno la cosa importante sia quella di mantenere un certo equilibrio, questa squadra non era partita con l’obiettivo dichiarato di lottare per la vittoria del campionato perché comunque ci sono stati cambiamenti importanti, è una squadra molto giovane e altrettanto importante è non passare da facili entusiasmi alla depressione per una sconfitta. Da questo punto di vista il lavoro lo devono fare i giocatori con l’allenatore all’interno dello spogliatoio, poi dove arriverà il Livorno alla fine lo vedremo tutti insieme ma secondo me non deve porsi un obiettivo perentorio perché rischia di essere un problema per una squadra giovane. È chiaro poi che per la sua tradizione, per il Livorno c’è l’obbligo di lottare contro tutti.

Sabato da una parte ci saranno Vantaggiato e Pasquato per il Livorno, dall’altra Raicevic e Giacomelli per il Vicenza. Qual è la coppia più forte?
Diciamo che Pasquato e Vantaggiato sono una coppia che ha più esperienza. Raicevic è un giocatore che si sta affacciando alla Serie B ed è partito veramente molto bene, un giocatore che avevo già avuto modo di vedere e che sta segnando tantissimo mettendo in mostra tutte le sue potenzialità, mentre Giacomelli è uno di quelli dotati di grande tecnica. Dal punto di vista dell’esperienza nel campionato la coppia del Livorno ne ha sicuramente di più anche se i giocatori del Vicenza non sono assolutamente da sottovalutare.

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Da grande attaccante del passato, secondo lei, qual è l’attaccante italiano più forte che c’è in circolazione?
Devo fare un attimo mente locale perché ultimamente mi sono concentrato molto sul campionato della mia squadra (Lega Pro ndr) e sto seguendo un pochino meno la Serie A (ride ndr). Devo dire che al di là delle qualità tecniche, due tre anni fa ho avuto modo di vedere all’opera Pellè nel campionato estero, che appunto per farsi valere ha cambiato Nazione. Diciamoci la verità, in Italia non siamo così pronti, veloci e bravi a lanciare e ad aspettare i giovani e molti alla fine sono finiti all’estero. Secondo me Pellè ha delle potenzialità fisiche e anche acrobatiche molto importanti. A mio parere non sono ancora completamente sviluppate soprattutto in Nazionale, perché nei campionati dove ha militato, quello inglese e quello olandese,  ha già dimostrato quelle che sono le sue grandi qualità e caratteristiche. Ovviamente faccio un nome diverso dai soliti, perché nominare gente come Toni, Gilardino, giocatori che ormai conosciamo da moltissimi anni e che fanno parte del nostro campionato, sarebbe molto più facile e semplice. Secondo me le potenzialità di Pellè, per migliorare ancora, sono importanti.

Secondo lei qual è l’attaccante che attualmente per caratteristiche fisiche e tecniche le assomiglia di più?
Diciamo che ne sono rimasti pochi di attaccanti con caratteristiche fisiche come le mie. Spesso e volentieri oggi chi ha questo tipo di qualità viene utilizzato o come trequartista o come attaccante esterno. La seconda punta vera che gira intorno all’attaccante centrale sinceramente non va molto di moda. Adesso non voglio fare paragoni scomodi nel senso che secondo me potenzialmente è un giocatore che avrà una carriera straordinaria ma Dybala è una seconda punta, un giocatore che può fare il trequartista un po’ come facevo io, che ho giocato da trequartista, seconda punta, punta centrale. Credo che da questo punto di vista Dybala sappia interpretare un po’ tutti questi ruoli che erano quelli che facevo io, poi sicuramente lui ha una qualità tecnica sensazionale mentre io magari puntavo più sull’aspetto caratteriale. Ho costruito la mia carriera sulla determinazione, la volontà di arrivare, la fame e la cattiveria agonistica mentre a lui certe giocate vengono certamente più facili perché ha una qualità tecnica importante.

Come sta procedendo la sua avventura con il Tuttocuoio?
Procede bene, ovviamente è la mia prima esperienza come direttore sportivo quindi come in tutti gli ambiti quando si comicia qualcosa di nuovo bisogna accumulare esperienza e capire i meccanismi per sbagliare il meno possibile. Per il resto sono soddisfatto e contento, soprattutto della crescita della nostra squadra nell’ultimo periodo sul campo, sia dal punto di vista dei risultati sia dal punto di vista dell’impegno.

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