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Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

INTER-FIORENTINA

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Chissà cosa avrà pensato Mancini, ieri sera, davanti alla TV nel vedere Juventus e Napoli contendersi lo scudetto, quello per cui, nonostante le continue smentite, il continuo mascherarsi, credeva di poter lottare fino alla fine.
Una speranza comune a tifosi e società, fondata, comprensibile a giudicare dal grande avvio di stagione dei neroazzurri, almeno in termini di risultati, arrivati con continuità e costanza, in un modo o nell’altro, un Inter pragmatica, brutta ma efficace, una squadra costruita ad hoc per il tecnico Jesino.
Due vittorie nel nuovo anno per l’Inter, troppo poche per pensare di poter contrastare l’entusiasmo, ora tutto da verificare, di un Napoli fino a qui esemplare, ma soprattutto una Juventus da record, una sentenza che dura da quindici giornate.
Se la Roma con Spalletti, ha ritrovato fiducia e risultati e il Milan di Mihajlovic sta crescendo di partita in partita, lo stesso non si può dire di Inter e Fiorentina, che stasera al Franchi si giocano una bella fetta di stagione. Viola opachi e sbiaditi nelle ultime uscite, calo fisiologico di una squadra, sorprendentemente e meritatamente ai vertici, la mano di Sousa si è fatta sentire sin da subito, la sua squadra, a differenza dell’Inter ha un idea chiara e precisa di gioco, meccanismi che funzionano più o meno bene a seconda delle giornate, il tutto con un organico decisamente inferiore a quello dei neroazzurri.
Naturale aspettarsi una crescita da parte dell’Inter rispetto ad inizio stagione, ad oggi, questa crescita non c’è stata, la vera differenza tra l’Inter del girone d’andata e quella attuale sta solo nei risultati.
Numeri alla mano a lungo miglior difesa del campionato, solo statisticamente, basti pensare che Handanovic è stato, fino a questo momento il giocatore più determinante della stagione dell’Inter, una squadra che ha sempre concesso molto e ha creato poco, sinonimo che qualcosa non funzionava ieri, come non funziona oggi.
Persa un po’ di convinzione, trascinandosi la delusione di essere usciti fuori dai giochi per il titolo cosi in fretta, ecco che la squadra di Mancini ha mostrato quelle fragilità, quelle debolezze, che hanno contraddistinto le ultime annate dei neroazzuri, cosa che quest’anno l’Inter, anche in virtù degli investimenti fatti, non può permettersi di replicare, il terzo posto era, è e rimane un imperativo della stagione, imprescindibile la partecipazione alla prossima Champions League, per dare corpo ai progetti economico-sportivi di Thoir. Tornare al più presto con i piedi per terra per ricominciare a correre, questa volta, con un obbiettivo diverso.

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