Esclusiva, Tacchinardi: “Derby difficile per la Juve, il Torino darà tutto. Ventura in Nazionale”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

Sarà un turno di campionato davvero scoppiettante il trentesimo della Serie A. La Roma giocherà contro l’Inter per la Champions League, il Milan affronterà la Lazio per le ultime chance di Europa League e il derby di Torino tra Toro e Juve si prospetta molto intrigante per la corsa scudetto della squadra di Allegri. Proprio questa partita ha attirato particolarmente l’attenzione della redazione di SuperNews che ha così deciso di contattare un grande ex del club bianconero per parlare appunto del derby della Mole. L’intervistato illustre porta il nome di Alessio Tacchinardi che oltre a soffermarsi sulla stracittadina calcistica del capoluogo piemontese, parla anche di scudetto e di Nazionale, dopo l’annuncio di Carlo Tavecchio sull’abbandono della panchina da parte di Antonio Conte alla fine di Euro 2016.

tacchi
Lei di derby ne ha giocati tanti ma ognuno di questi è partita a sé. Quella di domenica cosa ci riserverà?
Sarà una partita carica di tensione, credo non decisiva anche se da qui alla fine saranno tutte in qualche modo decisive. La Juve la sta preparando al meglio e sta lavorando bene, come abbiamo visto anche nell’ultima con il Sassuolo. Dall’altra parte il Torino dopo aver perso parecchi punti è stato contestato quindi vorrà veramente salvare la stagione almeno davanti ai propri tifosi. Sarà una partita tosta, difficile e delicata perché penso sia uno degli ostacoli da qui alla fine, oltre alla Fiorentina, più difficili per la Juve e una vittoria domenica comincerebbe veramente a cucire un pezzettino di scudetto. Ma ripeto, non sarà una gara assolutamente facile perché il Torino nei derby va sempre a giocare la partita della vita e poi per la situazione che si è andata a creare attorno alla squadra granata che non è sicuramente favorevole.

Negli ultimi 15 match di campionato il Toro ha vinto solamente due volte, il derby però può essere sempre la partita per rilanciarsi. Può quindi sembrare più pericoloso di quanto dica la classifica questo derby per la Juventus?
Certamente. È molto pericoloso, questa e quella con la Fiorentina a mio avviso sono le più delicate, le altre non offrono un calendario agevole ma nemmeno impossibile. Nel derby si azzera tutto, non si deve guardare la classifica. Io ne ho vinti, ne ho persi, ne ho pareggiati vincendo 3-0, tutto questo per far capire di come il derby è una partita molto particolare. La Juve arriva da una partita dispendiosa come quella di mercoledì e non sarà facile. Mettiamoci anche il fatto che se il Torino potesse rovinare lo scudetto alla Juve sarebbe il massimo per i tifosi granata.

A meno di clamorosi colpi di scena, al derby mancheranno Chiellini, Marchisio e Dybala. Cosa comportano queste assenze a livello tattico per la Juventus? Basterà la grande mentalità dei bianconeri per sopperire a queste gravi defezioni?
Sicuramente Marchisio e Dybala stanno facendo qualcosa di particolare. Marchisio con le sue caratteristiche, anche se diverse da quelle di Pirlo, ha dato quella pulizia e quella geometria necessaria. L’altro è il segreto della Juve di questo ultimo periodo, si comporta benissimo e fa quello che faceva Tevez. Insomma sono assenze importanti, sicuramente poi Juve è una super squadra con tanti giocatori importanti però sono assenze molto pesanti. La mentalità è vero, l’ha sempre contraddistinta, dopo però puoi avere tutta la mentalità che vuoi ma ci vogliono anche i giocatori che fanno la differenza, perché ad esempio col Sassuolo la differenza alla fine l’ha fatta un gol di un fuoriclasse. Io parlo per esperienza, con undici giocatori che hanno tanta ma tanta mentalità e cuore puoi anche fare qualcosa ma poi nelle difficoltà ci vogliono i grandi giocatori che ti fanno invece qualcosa di speciale e di diverso, ecco perché secondo me in questo momento Dybala è un giocatore fondamentale per la Juventus. La sua può diventare un’assenza veramente pesante per questa serie di motivi, perché con il Sassuolo l’ha vinta con il singolo, con il Milan lo stesso. La mentalità è importante ma i grandi giocatori lo sono di più e la Juve ne ha, Zaza ad esempio è un grande giocatore ma l’assenza di Dybala rimane davvero importante.

potrebbe interessarti ancheProbabili formazioni Bosnia-Italia: le scelte del ct Mancini

Il Napoli domenica giocherà dopo la Juventus. Secondo lei questo campionato verrà deciso nelle prossime settimane oppure sarà lotta scudetto fino alla fine?
Per me si deciderà alla fine, all’ultima giornata. La mia sensazione è che il Napoli abbia la forza per andare fino in fondo anche se forse ha un calendario più difficile di quello della Juve, però la squadra di Sarri resta molto forte, attaccano in tanti e corono in tanti. Sarà dura per la Juve vincere lo scudetto ma sicuramente per gli appassionati sarà una bella lotta perché vedranno un grande duello fino alla fine come non si accadeva da diverso tempo, con un campionato che si deciderà nell’ultima giornata.

Giustamente lei prima parlava del calendario. La Juve fino alla fine deve vedersela con Milan, Lazio, Fiorentina e altre squadre invischiate per la lotta salvezza come Carpi, Palermo e Sampdoria. Anche il Napoli ha degli avversari tosti, Roma e Inter su tutti, per passare poi all’Udinese e al Frosinone che vogliono evitare la retrocessione. Quale squadra ha il calendario più duro da qui alla fine?
Onestamente devo dire la verità, giochi con il Carpi pensi che sia facile e poi magari fai molta fatica. Il campionato italiano è talmente difficile e fastidioso che magari trovi un Torino super contestato perché aveva tanti punti, bello sereno e andava in campo in una certa maniera, che oggi invece ha pochi punti ma va a giocarsi la partita della vita. Secondo me ogni partita è difficile, però ripeto la sensazione è che la Juve sia avvantaggiata e che il suo calendario sia leggermente favorevole ma questo non toglie il fatto che poi le partite sono veramente tutte da giocare senza darne nessuna per scontata.

Oltre al derby, in questo turno di campionato ci sarà anche Roma-Inter per la corsa Champions. Contando anche la Fiorentina, qual è la squadra che tra queste tra ha qualcosa in più rispetto alle altre e che alla fine arriverà nell’Europa che conta?
Io penso che era una stranezza non vedere la Roma in zona Champions, perché la Roma doveva battagliare con Juve e Napoli per i traguardi e perché come rosa forse, poi anche da gennaio, con la Juve è la più forte. Con Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro, veramente ottimo, però obiettivamente la squadra giallorossa doveva trovarsi li già da diverso tempo, doveva essere veramente tutto l’anno a combattere con Juventus e Napoli per il primo posto. È il Napoli che secondo e sta facendo qualcosa di pazzesco, è vero che ha Higuain ma è anche vero che sono più o meno 11-12 giocatori che stanno facendo qualcosa di straordinario ed inoltre la bravura di Sarri come allenatore ormai è nota a tutti. La Roma per l’attacco ed il centrocampo di cui dispone non può non arrivare tra le prime tre.

potrebbe interessarti ancheItalia, Mancini: “Balotelli? Lo chiamo se lo merita.”

Dovesse vincere sabato contro l’Inter, sarebbe ipotecato il terzo posto per la Roma?
Molto probabilmente si. È una squadra che si muove bene, corre bene. Io penso che la Roma non possa non andare in Champions League per i giocatori che ha, poi c’è stato sicuramente qualche problema interno che noi non conosciamo però insomma, sabato sera ha una bella possibilità per lasciare fuori l’Inter dalla corsa al terzo posto.

Come procede la sua carriera da allenatore e come va con la Pergolettese?
Va bene, procede bene. È sempre un percorso di crescita per me, per migliorarmi, per provare a fare alcune cose con le idee che ho, anche con le difficoltà che comporta la categoria (Serie D ndr), quindi alcune esigenze, discorsi tecnici e di mentalità, però sicuramente è un anno intenso che sta andando abbastanza bene anche se delle difficoltà ci sono state. Io penso che se uno voglia allenare debba sempre lavorare, anche magari in categoria non di primissimo piano anche se quest’anno la Serie D è diventata tostissima. È una bellissima esperienza, pur difficile però che ti fa crescere. Io vedo Ventura, vedo Gasperini, che dopo le partite che magari si lamentano di aver fatto qualcosa di sbagliato, con trent’anni che allenano, posso immaginare io che a volte voglio tutto perfetto e tutto fatto nella maniera giusta. Finché non ci stai dentro non capisci realmente quante difficoltà comporta fare l’allenatore.

Lei ha appena nominato Giampiero Ventura, uno dei papabili per la panchina della Nazionale dopo l’addio di Conte annunciato qualche giorno fa da Tavecchio alla fine degli Europei. Qual è il candidato migliore a prendere in mano la guida tecnica dell’Italia?
A me piace Ventura e sarebbe bello vederlo sulla panchina della Nazionale. Stesso discorso per Capello e Donadoni, anche se quest’ultimo credo sia un profilo che vada bene ancora per il campionato, quindi non andare a fare il selezionatore perché si è comportato molto bene sul campo. Per quanto riguarda Capello è una garanzia. Io però a Ventura la darei una possibilità, perché secondo me fa giocare bene le sue squadre ed è forse arrivato forse il momento di premiare la sua bellissima carriera da allenatore e soprattutto mi sembra una persona che si possa prestare ad un ruolo così bello e stimolante e se lo meriterebbe.

notizie sul temaItalia-Malta streaming e diretta Tv Qualificazioni Europei Under 19: dove vedere il match del 13/11Di Stefano (SkySport): “Non sarei sorpreso di vedere Donnarumma alla Juve”. Tifosi rossoneri imbufaliti sul webLe voci vogliono già Mertens in bilico tra Inter e Juventus
  •   
  •  
  •  
  •