Fiorentina: Paulo Sousa potrebbe andarsene a fine stagione

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

 

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Fiorentina's head coach Paulo Sousa gestures during the Italian Serie A soccer match ACF Fiorentina vs Atalanta at Artemio Franchi stadium in Florence, Italy, 4 October 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

A Firenze, almeno nell’era Della Valle, non era mai successo. Nella stagione del debutto in A, si alternarono tre allenatori: poi arrivò Prandelli, che rimase cinque stagioni. Ci fu poi Montella, che ne rimase tre: le stagioni avrebbero potuto essere di più, se l’allenatore napoletano non fosse stato tentato dalla panchina del Milan prima e del Napoli poi, salvo rimanere fermo a causa delle differenti scelte di Berlusconi e De Laurentiis. Montella è poi stato chiamato da Ferrero al capezzale della Sampdoria, dopo l’esonero di Zenga. I Della Valle non gradirono l’incertezza dell’ex aeroplanino e lo licenziarono. D’estate circolavano nomi di vario tipo: da Di Francesco a Stramaccioni, fino alla tentazione Spalletti, di Certaldo e tifoso viola. Più defilata l’idea- Ventura. Invece arrivò Paulo Sousa, che i tifosi italiani ricorderanno quando giocò con le maglie di Juventus, Inter e Parma. Tra i tifosi ci fu un certo scetticismo, non tanto per il suo passato bianconero ma quanto per il passato da allenatore, che non convinceva appieno. Al pronti via però, l’allenatore portoghese ha dovuto subire la cessione di Gomez prima, e quella più dolorosa di Savic, che lui considerava una pedina importante: con il solito garbo, lo fece notare alla società, che però non pose rimedio. Le prime giornate però, fecero dimenticare tutto, perchè la Fiorentina, salvo il passo falso di Torino alla seconda giornata, iniziò a volare fino ad arrivare addirittura al primo posto: e qui si sprecavano elogi per il buon Sousa, che ha cercato di mantenere la navicella viola almeno in zona Champions, fino al recente tracollo, con tre punti colti nelle ultime quattro gare. Che colpe però può avere l’allenatore se gli viene data una rosa corta e se soprattutto la campagna di gennaio risulta deludente? Fallite sia la Coppa Italia che l’Europa League, ora non rimane che cercare di provare l’ultimo assalto alla zona Champions, anche se la Roma dista di cinque punti: forse troppi, ad otto giornate dal termine. Quello che pare probabile, è che la società viri altrove: i candidati principali sono tre, e guarda caso, tutti italiani: come a dire che l’esperimento straniero (secondo allenatore dopo Mihajlovic) non è andato come si sperava all’inizio. Il primo nome che rimbalza è quello di Eusebio Di Francesco, che sta facendo grandi cose con il Sassuolo: al quarto anno in neroverde, l’ex giallorosso sta portando la squadra alle soglie dell’Europa: c’è però da battere la non facile concorrenza del Milan. Il secondo nome è meno suggestivo e siamo sicuro che farà storcere il naso a più di uno: si tratta di Stefano Pioli, che giocò a Firenze dal 1989 al 1995: la stagione biancoceleste è stata piuttosto grigia e lui quasi certamente non rinnoverà: si parla di Torino sponda granata, ma potrebbe anche finire in viola. Il terzo nome era tra i papabili dell’estate, anche se il nome circolò per pochissimo: si tratta di Giampiero Ventura, che quasi certamente laserà la società granata: l’ultimo anno, dopo un avvio discreto, sta terminando nell’anonimato. Sarebbe ottimo come bagaglio di esperienza ma intanto c’è da terminare con dignità la stagione: intanto sarebbe già un buon passo almeno confermare il quarto posto. Dopo Pasqua arriva la Sampdoria e saranno necessari i tre punti.

MASSIMILIANO GRANATO

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