Torino: frammenti di un disastro

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Il derby della Mole poteva essere un’occasione di riscatto per il Torino, chiamato a resuscitare una stagione che stava pian piano scivolando nell’anonimato. Il risultato di Genova precedente alla sfida con la Juventu è stato clamoroso, specie dopo lo 0-2 iniziale che aveva dato più di una speranza. Nella stracittadina, dopo un suggestivo avvio,  è stato il disastro, con quell”1-4 finale che pare fotografare l’intera stagione granata: un inizio promettente, poi il tracollo. La squadra di Ventura ha iniziato bene la gara, cercando di aggredire il più quotato avversario: la rete di Pogba però, ha spezzato il ritmo e il 2-0 di Khedira ha evidenziato i limiti difensivi della squadra granata. Poi però è arrivata l’inattesa riscossa, culminata con il rigore di Belotti che poteva dare il via alla rimonta. A dire il vero la rimonta ci sarebbe stata, se Rizzoli non avesse annullato il gol del 2-2 che avrebbe cambiato faccia all’incontro. Al momento in cui scriviamo pare che l’arbitro si sia scusato della direzione di gara di domenica, attribuendola ad una giornata no, ma questo ai sostenitori granata e agli amanti del bel calcio non può bastare. Non si negano i meriti della Juventus, che ha affondato i suoi colpi dimostrando una chiara supremazia, però col pari momentaneo chissà che piega avrebbe preso la gara. Quel che conta però è che il Torino naviga in mezzo a delle acque piuttosto tortuose, segnate da impetuosa burrasca: nelle ultime cinque gare la squadra di Ventura ha racimolato solamente due punti, figli dei pareggi interni contro Carpi e Lazio: pareggi che potevano forse essere vittorie, se Lopez e Immobile non avessero fallito i rigori. Mentre la Juventus consolida il suo primato (ma il Napoli gli è sempre alle calcagna), il Torino cerca di mettere assieme i cocci: domenica si è visto un Glik sottotono, un Padelli incerto, e un Immobile che purtroppo ha dovuto lasciare anzitempo il campo a causa di uno stiramento. Inoltre, a mettere il sale sulla ferita, una panchina esageratamente corta. La squadra granata non vince a domicilio dal 16 gennaio, quando sconfisse per 4-2 il Frosinone. L’ultima vittoria è infatti esterna e risale alla domenica di San Valentino, quando il Toro passeggiò sui resti del Palermo, andando a vincere al Barbera per 3-1: da allora, solo delusioni su delusioni. Anche se mancano otto gare, la stagione pare virtualmente conclusa: rimane solo la dignità di tentare di frenare questa emorragia,onde evitare rischi concreti ma se non sarà facile: il morale è basso e il calendario non aiuta. Dopo la sosta pasquale infatti, si andrà a Milano, sponda nerazzurra, poi tra le squadre rimaste da affrontare ci sarà la Roma all’Olimpico e il Napoli tra le mura amiche: poi sarà inevitabile rifondazione. Ci si chiede cosa accadrà d’estate: Immobile seguirà Mihajlovic (ammesso che sia proprio così) alla Lazio? Verrà operata una rifondazione? Ma soprattutto, chi si siederà sulla (bollente) panchina granata? Al momento sono domande che non trovano risposta. Quel che è certo è che la delusione è palpabile: vengono i brividi a pensare all’inizio di campionato, quando il Torino conquistò 16 punti nelle prime 8 gare. Invece adesso si è costretti persino a guardarsi indietro, per non rischiare di essere risucchiati nel gorgo della bassa classifica: quella sì che sarebbe una debacle.

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MASSIMILIANO GRANATO

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