Ancona-Spal: gloria, storia e tifo di cui il calcio ha bisogno (FOTO e VIDEO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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È il rullare dei tamburi che saluta chiunque si avvicini allo stadio Conero. Anconitani e spallini sono là, assieme, a braccetto, a cantare e saltare per onorare lo storico gemellaggio, che dura ormai da trentadue anni. Due storie calcistiche che hanno conosciuto i fasti della Serie A (nel lontano passato per gli emiliani, recentemente per i marchigiani) ma che nelle ultime stagioni hanno sofferto tremendamente fallimenti e declassamenti, con l’onta del dilettantismo calata silenziosamente e senza preavviso sulle rispettive tifoserie.

Il caldo avvolge abbastanza insistentemente la riviera dorica, riflettendosi possente per le vie cittadine. All’arrivo in stazione si intravedono le prime sciarpe biancorosse, mentre la prevendita parla di numeri importanti nel settore ospiti ma anche su fronte casalingo, soprattutto se si tiene conto della media stagionale e di un disamore verso il calcio che ormai dilaga in tutta la Penisola. Se il Pisa perdesse in casa col Pontendera e la Spal battesse l’Ancona, gli estensi festeggerebbero il matematico ritorno in Serie B dopo ben 23 anni.

C’è un filo emozionale e fanciullesco che mi lega alla compagine spallina, almeno nei ricordi: il primo album Panini della mia vita. Stagione 1992/1993, l’ultima in cadetteria per i ferraresi. Ricordo quasi alla perfezione quelle maglie a strisce sottili biancazzurre sormontate dallo stemma che raffigurava un cerbiatto, oggi presente sulle casacche delle giovanili e su un bellissimo bandierone che i ragazzi della Curva Ovest portano al seguito della squadra. Di certo per il calcio italiano, sempre meno custode e difensore della propria storia e dei propri club blasonati, la Spal in Serie B, è un segnale importante, che purtroppo cozza con i tanti centri gloriosi del pallone italiano relegati in categorie amene, ad appannaggio di una Serie A che sempre più sta diventando terreno fertile per voraci investitori che puntano su squadre con seguiti relativamente piccoli, se non assenti, per poter disporre del club a proprio piacimento. Anche cambiando sede, stadio e tradizioni.

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Per questo motivo il match del Conero offre importanti spunti di riflessione. Ma anche una bella pagina di sport e di tifo. Non sono certo i due gol spallini in avvio di gara ad affossare un pubblico, quello anconitano, che ha riempito quasi tutta la Curva Nord, offrendo una bella coreografia a favore dei propri dirimpettai/fratelli, ricambiando lo stesso atteggiamento sfoggiato dagli estensi della partita di andata. Si levano al cielo cori, bandiere e il suono imperioso dei tamburi (quello di casa sostituito egregiamente da un sommo secchio dell’immondizia, per la seria quando per eludere stupidi divieti basta ingegnarsi), con i ragazzi delle rispettive curve che coordinano il tifo grazie al perfetto uso dei megafoni. Tutti strumenti di tifo che l’Italia ha cercato di sradicare ed eliminare nell’ultimo decennio, e che oggi presenziano con tutta la loro bellezza e la loro innocuità durante il match.

Così come i fumogeni, bellissimi e colorati, che ricoprono il settore ospiti poco prima del fischio d’inizio. Il rosso e l’azzurro si alzano al cielo, confondendosi e abbracciando idealmente tutti i presenti. Nella settimana in cui in tanti hanno chiesto controlli ferrei per i tifosi, dopo Palermo-Lazio, fa alquanto ridere sentire tessere le lodi nei confronti di suddetto spettacolo pirotecnico. Evidentemente si deve semplicemente capire che l’utilizzo di questi oggetti, venduti liberamente, andrebbe, anzichè vietato, al massimo regolamentato. Ma si sa, nel nostro Paese ormai il divieto è diventato il modus operandi preferito dai più.

L’Ancona riapre il match con Radi e nella ripresa Cognini, dagli undici metri, avrebbe l’opportunità di pareggiare, ma il giocatore biancorosso si fa neutralizzare la conclusione. Nel frattempo il Pontedera va vantaggio all’Arena Garibaldi e per otto minuti, il tempo che intercorre dal vantaggio pontederese e il pareggio pisano, la Spal è in Serie B. Un traguardo rimandato alla prossima giornata, mentre per l’Ancona resta aperta la possibilità di disputare i playoff. Molto dipenderà anche dall’eventuale penalizzazione che si abbatterà proprio sul Pisa (Palazzi ha chiesto 12 punti).

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Una volta finita sul campo, la festa si ultima nel piazzale antistante lo stadio. Tra cori, birre e i colori delle due squadre che si fondono. Lo spot più bello per una Lega Pro che, giornata dopo giornata, si dimostra categoria dalle fondamenta davvero fragili, in attesa degli ulteriori cambiamenti che il presidente Gravina ha promesso di apportare alla categoria in estate.

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