Fiorentina: profondo grigio. Stagione da buttare?

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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E’ più di un mese che la Fiorentina manca all’appuntamento con la vittoria. Era infatti il 21 febbraio quando la squadra di Sousa vinse a Bergamo per 3-2. Da allora, nelle ultime cinque gare sono arrivati quattro pari e un pesante ko, contro la Roma di Spalletti, sempre più in orbita Champions. Il fattore che aggrava la situazione è determinato dal fatto che dei quattro pareggi, ben tre sono arrivati contro squadre sulla carta inferiori: contro l’Hellas, contro il Frosinone e, ultima, la Sampdoria dell’ex Montella, che ha strappato il pari pur ridotta in dieci uomini. L’impressione è che il mister portoghese abbia perso quella sua proverbiale grinta che lo aveva caratterizzato nei suoi primi mesi fiorentini: molti giocatori si sono smarriti ed ha destato più di una sorpresa il fatto che in campo sia sceso Tino Costa(nella foto), vero e proprio rebus della campagna di gennaio, per tacere di Benalouane (bloccato da veri o presunti problemi alla schiena) e di Konè, che ieri fra l’altro era in panchina. L’assenza di Kalinic, peraltro assai poco prolifico ultimamente, non ha giovato di certo: i sostituti non sono stati certo all’altezza: Babacar praticamente nullo mentre Zarate, entrato a gara in corso, non è riuscito ad incidere. La realtà dei fatti è che molti giocatori sembra che corrano col freno a mano tirato: Borja Valero sembra l’ombra di sè stesso, Fernandez si è smarrito, ivi compreso per Badelj, per tacere appunto del reparto offensivo. Lo stesso Sousa non sembra essere convinto più del progetto perso sono infatti tornati alla ribalta i nomi del possibile successore del tecnico portoghese: Di Francesco parrebbe essere in pole position, anche se al momento sono solo chiacchiere. Il tecnico invece è finito proprio recentemente nel mirino del Milan. Intanto il terzo posto è sempre più lontano e i viola devono ringraziare il Torino se l’Inter è rimasto a distanza, anche se irrisoria, visto che tra le due squadre c’è solamente un punto. A questo punto della stagione però, quarto o quinto posto cambierebbe niente, in ottica Europa League. Quello che delude è il progressivo smarrimento generale, che ha avviluppato anche l’allenatore, non più convinto nè della squadra, nè della dirigenza, visto e considerato anche il fallimentare mercato di gennaio. Mancano sette partite, di cui una importante (la classica contro la Juventus), in cui la Fiorentina deve dimostrare di esserci ancora, cercando di dimenticarsi il fallimentare mercato di gennaio, intanto ritrovandosi come squadra per poi programmare adeguatamente il futuro: con o senza Sousa. In fondo basterebbe assai poco ritoccare e sistemare questa che potrebbe essere una bella realtà del calcio italiano, ma sarebbe sufficiente poco per distruggerla. Intanto si deve ripartire da Empoli: la squadra di Giampaolo (altro candidato sulla panchina viola assieme a Di Francesco )non è un avversario facile (da ricordare il faticoso 2-2 di un girone fa, con la viola in svantaggio per 2-0 tra le mura amiche). Una spinta decisiva dovrà però venire dal pubblico, più che mai chiamato a stare vicino alla squadra in un momento difficile come questo. La stagione non è ancora archiviata e c’è tempo per chiuderla in modo degno.
MASSIMILIANO GRANATO

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