L’FC Stroitel Pripyat, il club scomparso di Chernobyl

Pubblicato il autore: Andrea Angelini Segui

FC Stroitel PripyatAll’ombra della centrale nucleare ucraina, passata tristemente alla storia per la mortale esplosione nella notte del 26 Aprile 1986, giocava a calcio l’FC Stroitel Pripyat, il club scomparso di Chernobyl.
I “Costruttori”, significato della parola russa e ucraina “Stroitel”, mossero i loro primi passi calcistici a metà degli anni 70, e furono tra i simboli del processo di sviluppo sociale e demografico della città di Pripyat, nata pochi anni prima per dare ospitalità ai lavoratori della vicina centrale nucleare di Chernobyl e alle loro famiglie.
Nel 1981 l’FC Stroitel Pripyat, dopo essersi fatto notare negli anni precedenti in vari tornei regionali con squadre amatoriali locali e nella Coppa della regione di Kiev, accedé alla quarta divisione del campionato sovietico amatoriale, sotto l’egida della federazione calcistica dell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, la “KFK of Ukrainian SSR”. 
Un anno prima del disastro nucleare, nel 1985, l’FC Stroitel Pripyat, il club scomparso di Chernobyl, ottenne il miglior piazzamento in classifica della sua storia, al secondo posto dietro l’FK Naftovyk Okhtyrka (oggi militante nella serie b ucraina), sfiorando così l’accesso alla seconda lega del campionato dell’URSS, la “Vtoraya Liga” che allora, data la vastità del territorio, era divisa in 9 zone.
La crescita della squadra si legò a doppio filo a quella della città di Pripyat, che da città dormitorio ideata per servire la centrale nucleare, divenne un piccolo gioiellino di modernità. Si decise così, nel 1986, di cambiare la casa dei “Costruttori”, edificando un nuovo stadio con una tribuna più capiente per ospitare fino a cinquemila tifosi e dotare la città di un impianto più funzionale.
L’inaugurazione del nuovo stadio “Avanhard” di Pripyat, di cui oggi restano solamente immagini evocative e spettrali, sarebbe dovuta avvenire il 1° Maggio 1986, in contemporanea all’apertura di un luna park poco distante, nel giorno di festa e celebrazione nazionale per antonomasia.
Il match previsto era la semifinale di Coppa della regione di Kiev, tra l’FC Stroteil Pripyat e l’FC Mashynobudivnyk Borodyanka (poi divenuto FC Inter Boyarka) allenato da Viktor Zhylin, ex calciatore e allenatore sovietico dalla lunga prestigiosa carriera.
Il calcio d’inizio di quella semifinale non fu mai fischiato, tantomeno ebbe luogo l’inaugurazione dello stadio “Avanhard”: nella notte del 26 Aprile il reattore numero 4 della vicina centrale nucleare di Chernobyl esplose a causa dell’imperizia del personale durante un test di sicurezza, seppellendo sotto una nube radioattiva la città di Pripyat, i suoi abitanti e il suo club calcistico.
La squadra di Borodyanka, pronta a partire in direzione Pripyat per la trasferta di coppa (che poi vinse), fu avvisata di restare a casa da un elicottero atterrato sul suo campo di gioco durante una sessione di allenamento, da cui scesero uomini con indosso tute e attrezzature particolari, che fecero presagire la gravità delle situazione.
La città di Pripyat venne evacuata 36 ore dopo il disastro e nessuno vi fece mai più ritorno, ad eccezione di coloro, qualificati come liquidatori, che contribuirono a prezzo della loro vita all’opera di recupero e decontaminazione della zona. Tra i liquidatori figurarono anche alcuni eroici calciatori dell’FC Stroitel Pripyat, i quali, anziché proseguire il percorso sportivo, preferirono aiutare la loro comunità e la loro terra, consapevoli di esporre se stessi a una mole elevata di radiazioni dalle inevitabili conseguenze mortali.
Nel frattempo sorse ex novo una nuova città per gli abitanti di Pripyat, distante circa 50 chilometri dalla centrale di Chernobyl, denominata Slavutych, in una zona individuata e definita non a rischio di contaminazione nucleare dalle autorità sovietiche.
L’FC Stroitel Pripyat, il club scomparso di Chernobyl, fece così nella città di Slavutych la sua nuova casa, cambiando denominazione sociale in FC Stroitel Slavutych, nella speranza di contare sul supporto dei suoi stessi giocatori e della sua gente sopravvissuta all’incidente nucleare. L’effetto catartico però non avvenne e nel 1988, dopo soli due anni di attività, il club dei “Costruttori” si sciolse per sempre.
L’abbandono improvviso della loro città, unito alla catastrofe umana, ambientale e sanitaria provocata dall’esplosione della centrale di Chernobyl, fece sì che tra la popolazione locale non v’era più tempo per pensare al calcio. L’FC Stroitel Pripyat passò così alla storia come una delle tante sfortunate vittime del disastro di Chernobyl, di cui oggi restano soltanto poche e toccanti fotografie in bianco e nero.FC Stroitel Pripyat

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