Francia ’98, diciotto anni fa gli incidenti di Lens

Pubblicato il autore: Francesco Serrone Segui

Scontri, feriti e un poliziotto in coma. Il bilancio di una giornata di ordinaria follia

Calcio e violenza. Schiere di esperti da anni cercano di analizzare e spiegare le cause (e i possibili rimedi) per contrastare un fenomeno, un connubio che a dispetto degli sforzi profusi continua a ripresentarsi dentro e fuori gli stadi di gran parte del mondo; anche in occasione di grandi eventi, nazionali ed internazionali. E questo vale non solo per le competizioni per club. La storia di mondiali ed europei, infatti, è stata caratterizzata da episodi che poco o nulla hanno a che fare col mondo dello sport. Uno dei più significativi avvenne diciotto anni fa, in occasione della coppa del mondo di Francia ’98.

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Pericolo hooligans

Che non sarebbe stato un mondiale facile dal punto di vista dell’ordine pubblico lo si sapeva da tempo. A destare preoccupazione il prevedibile arrivo di un gran numero di hooligans inglesi vista la relativa vicinanza tra i due paesi e la presenza di tifoserie legate da una rivalità che trascende l’aspetto calcistico come quella tra Croazia e Jugoslavia (con il ricordo della guerra che solo pochi anni prima aveva insanguinato i Balcani) o tra Inghilterra e Argentina (guerra delle Falkland). Massima attenzione da parte delle autorità, FIFA in primis, anche a ciò che sarebbe successo tra Stati Uniti e Iran, gara calda soprattutto dal punto di vista politico.

La battaglia di Marsiglia

Le preoccupazioni della vigilia trovarono conferma il 15 giugno a Marsiglia dove si disputò la sfida d’apertura del gruppo G tra Inghilterra e Tunisia. La città provenzale fu teatro di violenti incidenti tra gruppi di supporter britannici (spesso ubriachi), tifosi locali e la nutrita comunità magrebina. Nonostante le imponenti misure di sicurezza gli scontri, scoppiati nella zona del porto, degenerarono ben presto in una vera e propria caccia all’uomo. Al termine di due giorni di fuoco si contarono centinaia di arresti, decine di feriti (tra cui quattro accoltellati) e danni a diversi negozi e attività commerciali. Scene non molto diverse da quelle che si sono viste pochi giorni fa prima di Inghilterra-Russia. Atti di teppismo si verificarono anche nelle altre città (Tolosa, Lens e Saint-Etienne) che ospitarono le partite della nazionale inglese anche se non con la stessa gravità di quelli accaduti a Marsiglia. “Gli hooligans sono una sciagura per la nostra nazione. Non ci sono scuse per quanto accaduto” dichiarò amareggiato il premier Tony Blair.

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L’agguato

Ma l’episodio che più di tutti macchiò Francia ’98 avvenne a Lens dove, il 21 giugno, si disputò la sfida valida per il gruppo F tra Germania e Jugoslavia. Nei rapporti di polizia si sottolineava l’alto grado di pericolosità della partita vista la contemporanea presenza di diverse centinaia di hooligans tedeschi e jugoslavi e il precedente di Italia ’90 quando ci furono gravi disordini a Milano. Il pericolo maggiore, tuttavia, era costituito dal tentativo di piccole frange ben organizzate di tifosi tedeschi, tra cui alcuni gruppi di naziskin, di infiltrarsi in mezzo alla folla per creare disordini e attaccare le forze dell’ordine. Fin dalla mattina si verificarono incidenti in città e nelle zone adiacenti lo stadio “Félix-Bollaerts” culminati nella brutale aggressione al 43enne gendarme Daniel Nivel. L’uomo, sposato e padre di due figli, venne aggredito alle spalle da un gruppo di hooligans tedeschi. Dalle indagini emerse che almeno quattro persone infierirono su di lui per diversi minuti, colpendolo alla testa dopo avergli tolto il casco, utilizzando anche un manganello e altri corpi contundenti, lasciandolo agonizzante vicino a una camionetta.

Solidarietà

Le immagini del poliziotto (in alto) riverso a terra in una pozza di sangue mentre alcuni colleghi prestavano i primi soccorsi vennero riprese dalle principali agenzie di stampa e fecero in breve tempo il giro del mondo destando sconcerto e indignazione, soprattutto in Germania. Venne indetta una raccolta fondi da destinare alla famiglia dello sfortunato agente mentre i poliziotti tedeschi organizzarono una grande manifestazione di solidarietà. “E’ una vergogna per il nostro Paese” commentò il cancelliere Helmut Kohl mentre il presidente della Federcalcio Egidius Braun minacciò addirittura di ritirare la squadra dalla competizione; proposta che venne rigettata dal neoeletto presidente della Fifa Sepp Blatter e dal presidente del comitato organizzatore Michel Platini. Il ct croato Blazevic per manifestare la sua vicinanza all’agente ferito nelle successive gare disputate dalla sua nazionale si presentò in panchina con il kepi, il tipico cappello dei gendarmi francesi. Nel frattempo, a Lens e dintorni, le forze dell’ordine operarono una vasta retata con un centinaio di fermi ed una quindicina di arresti. I responsabili dell’aggressione vennero individuati, arrestati e condannati dalle autorità transalpine a diversi anni di carcere. Daniel Nivel, trasportato in elicottero all’ospedale di Lille, rimase in coma sei settimane. I medici riuscirono a salvargli la vita ma non la funzionalità dell’occhio destro. A causa delle lesioni riportate, inoltre, l’uomo perse quasi del tutto la capacità di parlare e non poté più tornare a svolgere il proprio lavoro. Mandato in pensione, Nivel è stato più volte ospite della federazione tedesca, come in occasione dei mondiali del 2006 e di Germania-Ucraina di Euro 2016. In suo onore è stata organizzata a partire dal 2001 una manifestazione calcistica a livello amatoriale, la Nivel Cup, con il chiaro scopo di promuovere in campo e fuori, i valori di lealtà, rispetto e correttezza. Quei valori che mancarono totalmente quel 21 giugno del 1998.

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