Esclusiva, Giovanni Galli: “All’Inter qualche giocatore si sente più importante di allenatore e società”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

In esclusiva per SuperNews le parole di Giovanni Galli, grande ex di Fiorentina, Napoli e Milan. L’ex giocatore si è soffermato proprio sul momento che stanno attraversando i rossoneri in campionato, per poi parlare degli obiettivi per il breve e lungo termine, di calciomercato e dei giovani talenti rossoneri. Infine anche una battuta sull’ex tecnico dell’Inter Frank de Boer, appena esonerato dalla società nerazzurra per via dei scarsi risultati ottenuti dalla squadra in campionato e in Europa League.

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Sette vittorie su undici partite disputate e terzo posto a soli cinque punti dalla Juventus. Possiamo dire che il Milan è la sorpresa di questo inizio di campionato?
I numeri dicono questo, credo che Montella sia stato molto bravo e abile a ridisegnare la squadra secondo quelle che sono i principi e le caratteristiche dei giocatori. Ancora non c’è l’impronta del suo calcio però intanto ha messo insieme risultati e ha cercato di ridare autostima a questi ragazzi, quindi credo che il Milan sia sulla buona strada. In questa prima parte del campionato può essere considerata una sorpresa, però al di là di questo non creerei illusioni di quello che potrà essere il cammino fino alla fine. Insomma, lasciamo questi ragazzi crescere e poi vediamo dove potranno arrivare.

Montella è sicuramente l’artefice numero uno di quest risultati positivi per la squadra. Ha capito che forse era meglio puntare sulla concretezza piuttosto che sul gioco. E sembra esserci riuscito fino ad adesso…
Assolutamente si. Intanto diciamo che quando sei alla guida di una squadra così importante, all’inizio la cosa fondamentale è fare punti. Una volta che fai punti e sali in classifica diventi una certezza per tutti, un punto di riferimento per la società, per i giocatori, per i tifosi e per la critica. Poi piano piano dovrai per forza modificare e plasmare questa squadra a seconda di quelle che sono le tue idee e la tua filosofia di calcio.

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Piuttosto che parlare di scudetto, l’obiettivo reale del Milan può essere la Champions League?
Per il momento lo scudetto è da lasciar perdere, è una questione per altri. Io direi che l’Europa è già un bel risultato, la Champions è tanta roba, non dobbiamo esagerare altrimenti uno si sveglia al mattino, comincia a camminare e ha già vinto le Olimpiadi. Aspettiamo un attimo, facciamoli iniziare a correre, ad avere delle certezze.

Uno degli elementi che si sta distinguendo è Locatelli. Con le dovute proporzioni, in prospettiva può diventare il nuovo Pirlo?
È lo stesso discorso sul Milan che vince lo scudetto. Questo ragazzo ha fatto una decina di partite in Serie A. Certo, sta facendo vedere personalità, di avere buone doti e un buon fisico ma da qui a diventare un calciatore e poi un campione, si ritorna allo stesso discorso. Noi in Italia, siccome ormai non siamo più abituati a vedere giocatori italiani scendere in campo, come ne vediamo uno pensiamo di aver trovato l’erede di Buffon o l’erede di Pirlo e così via. Certo sono dei prototipi importanti, Donnarumma, Locatelli, Romagnoli, tutti giocatori che lasciano intravedere un futuro non roseo, importantissimo. Ma da qui ad arrivare ad avere delle certezze dico che servono ancora due tre campionati, e non due tre partite.

Come giudica invece l’acquisto di Lapadula? L’ex Pescara non è stato pagato poco ma in campionato ha collezionato solo 5 presenze e nessun gol. È stato un acquisto azzardato o bisogna ancora dare fiducia al giocatore?
Per me è un giocatore importante. È anche vero che al Milan c’è Carlos Bacca che, vuoi per un motivo vuoi per un altro, obbligatoriamente è titolare. Perché è stato pagato trenta milioni, perché l’anno scorso è stato il capocannoniere del Milan e perché lo è anche quest’anno, per il momento. Detto questo Bacca nel gioco di Montella non c’entra nulla, perché le sue caratteristiche di attaccante non si sposano con le caratteristiche dell’attaccante del gioco di Montella. Il tecnico però è stato abile e furbo a sfruttare al massimo i giocatori che ha a disposizione cercandoli di metterli nelle condizioni migliori per poter fare dei risultati. E Bacca ne è l’esempio lampante. Dopodiché Lapadula è un calciatore che gioca molto di più con la squadra, però sai, il primo anno in Serie A, le grandi aspettative, è arrivato infortunato ed è stato fermo due mesi, in più l’altro davanti ha iniziato a fare gol, ecco che si può andare a pensare che Lapadula non sia il giocatore che vale i dieci milioni che è stato pagato. Io penso che sia un giocatore che potrà far bene, importante, c’è soltanto da fare delle scelte e queste spettano solo a Montella: andare avanti con un giocatore sacrificando la squadra che deve giocare per lui o mettere dentro un giocatore che è più contingente a quello che serve alla squadra per il gioco di Montella?

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Parlando ancora del reparto d’attacco del Milan, in ottica calciomercato, si è fatto il nome di Simone Zaza. Potrebbe essere lui uno utile per il gioco di Montella?
Io direi di aspettare un attimo. Siamo ancora a novembre, ci sono ancora sei sette partite da giocare, credo che si possa cambiare idea su tutto e su tutti. Zaza aveva fatto vedere delle cose interessanti, poi purtroppo dall’Europeo si è portato dietro quella fesseria per quel calcio di rigore contro la Germania. È andato in Inghilterra e non sta facendo assolutamente bene. Può darsi che può essere quel giocatore che riportato in Italia possa ritrovare lo stimolo, l’entusiasmo, la voglia di giocare. È un giocatore interessante.

A Milano se da una parte c’è un tecnico che sta riscuotendo successo, dall’altra ce n’è uno che se ne è appena andato. Secondo lei l’esonero di de Boer doveva avvenire prima?
Se dovevano mandarlo via ancora prima era meglio se non lo prendevano. Io credo che quello che è successo all’Inter è lo stesso accaduto al Milan negli ultimi anni. Non dimentichiamo che il Milan è passato da Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, quindi ce ne sono stati di errori. Può succedere, dispiace perché de Boer è un tecnico preparato, arrivato in un contesto difficile, perché l’Inter è un contesto difficile. Il prossimo allenatore deve avere soprattutto l’appoggio della società che deve far in modo di far capire ai giocatori che prima viene la società, poi l’allenatore e infine i giocatori. All’Inter probabilmente c’è qualcuno che pensa di essere più importante dell’allenatore e della società e questo non si può accettare nel calcio. I riferimenti ci sono all’interno della squadra e questi giocatori devono capire che prima viene l’Inter, poi viene l’allenatore e poi vengono loro. Non fanno un piacere all’Inter se giocano nell’Inter.

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