Osvaldo ora è felice: “lontano dalla m… che c’è nel calcio”

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

rock
E’ sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, uno che la vita l’ha sempre vissuta così, come veniva, come gli andava, senza badare troppo alle conseguenze. Un uomo difficile da gestire, che, in tutte le piazze in cui è andato ha sempre mantenuto intatto il suo essere eccentrico, stravagante, impossibile da tenere sotto controllo.

Pablo Daniel Osvaldo, d’altronde è così. Un attaccante di rara completezza, potenzialità da grandissimo, mai, però, sfruttate fino in fondo, forse perché, come lui ha ammesso era parte di un ingranaggio, il calcio, di cui lui non si sentiva parte, di cui non voleva far parte, non più. Così la decisione di abbandonare il terreno di gioco e di riporre la mitragliatrice, tipica delle sue esultanze, nella scatola dei ricordi, per dedicarsi ad un’altra sua grande passione, da sempre: la musica.

Se ne è accorto troppo tardi? Ha lasciato il campo troppo presto? Impossibile rispondere, quando si parla di Dani, un giudizio unanime non può esistere. Quello che è certo e che poi conta veramente è che Osvaldo adesso sia finalmente felice, l’argentino ha trovato la sua dimensione: Mi sento finalmente libero da tutta la merda che c’è nel calcio. Quel mondo non mi ha mai capito e ultimamente non riuscivo più a sopportarlo. Ora sto bene e sono sereno perché mi dedico a ciò che amo: la musica” .

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Parole forti e decise, proprio come lui, dirette ad una realtà che Osvaldo non sentiva più sua, ma a cui, ci tiene a sottolineare, deve tutto, senza rinnegare nulla: “Non ho problemi a parlare di calcio. Mi ha dato tutto nella vita ed è stata una grande passione. Ho amato molto giocare a calcio e averlo fatto anche con la maglia del Boca, il club del mio cuore, è stato stupendo. Ma negli ultimi anni mi sono accorto che non era il mio mondo. Grazie a esso ho guadagnato tanto, ma non è tutto nella vita. Mi sono reso conto che mi rendeva infelice e ho deciso di dire basta”.

La sua passione per il Rock l’Italo-Argentino non l’ha mai nascosta, già quattro anni fa quando fondò la sua band, i “Barrio Viejo”, probabilmente sognava di cambiare vita ma, la giovane età e l’immenso talento di cui disponeva ha rallentato un processo completatosi qualche anno più tardi. In un locale di Quilmes, cittadina a sud-est di Buenos Aires, l’ex Roma, Inter e Juventus, ha debuttato con il suo gruppo, esibendosi per la prima volta in concerto coronando un sogno.

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Scelta coraggiosa, sicuramente lasciare il calcio a trent’anni per dedicarsi alla musica, suonando nella periferia della capitale argentina, per assecondare la volontà di cambiare vita, perché quella da calciatore non ti rende felice, suona come una follia incredibilmente irrazionale, una decisione alla Osvaldo.

Chissà, magari slegato da certi schemi e dalle rigide regole da seguire, per poter essere un calciatore ad alti livelli, l’ormai ex attaccante della Nazionale troverà la sua dimensione, le premesse ci sono tutte, lui è contento così e quindi, lo siamo anche noi: “Ogni volta che salgo sul palcoscenico mi rendo conto che è ciò che voglio veramente”. 

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