Mario Balotelli tuona contro i cori razzisti: “Quindi il razzismo è legale in Francia?”

Posted on by Christian Vannozzi

Mario BalotelliTuona con il carattere impulsivo di sempre Mario Balotelli, che non tollera, come è giusto che sia, gli insulti razzisti alla sua persona, cosa che l’aveva tormentato in Italia e che continua a seguirlo anche nella multietnica Francia, dove esiste ormai una società che non dovrebbe più guardare al colore delle pelle come fatto discriminante ma che a quanto pare, nei rettangoli calcistici, continua a mostrare i lati più brutti del genere umano.

“È normale che i tifosi del Bastia mi abbiamo fatto il verso della scimmia e “uh uh” per tutta la partita e nessuno della commissione disciplinare” dica niente?”. (Intervista riportata dal sito Gazzetta.it). 

Con queste dure parole, giuste e sacrosante, si esprime Mario Balotelli, sicuramente stufo di essere insultato nella maniera più schifosa che ci possa essere. Certamente la commissione francese avrebbe dovuto intervenire per multare il campo di gioco del Bastia, anche perché in una società in cui le persone di colore sono ormai presenti da secoli, e dove ci si è sempre vantati di non tollerare nessuna forma di razzismo.

Mario Balotelli grida: “Vergogna!”

Una vera e propria vergogna, è il caso di dirlo, quella accaduta sugli spalti del Bastia, nonché l’indifferenza delle autorità transalpine, che da oggi forse ci faranno vedere la Francia con un volto non più di uguaglianza, fraternità e libertà, ma con un volto sicuramente più oscuro, che rimane celato nella società ma comunque presente, pronto a riemergere negli angoli di sfogo come è appunto il calcio.

“Quindi il razzismo è legale in Francia? O c’è solo a Bastia? Il calcio è uno sport stupendo, ma persone come i tifosi del Bastia lo rendono orribile. Vergogna davvero!” (Intervista riportata dal sito Gazzetta.it).

Parole dure ma doverose dette da un calciatore che non fa sicuramente della simpatia la sua arma principale ma che di certo non merita di essere disprezzato su un campo di gioco che dovrebbe unire le varie razze e culture, e non metterle le une in contrapposizione con le altre. Lo sport e le Olimpiadi nascevano proprio per dimenticare le contese, i litigi e le guerre, e dedicarsi alla sana competizione sportiva, riunendo, anche se solo per brevi periodi, tutte le popolazioni che potevano in questa maniera integrarsi.

Le competizioni sportive hanno anche oggi lo stesso scopo, anche se però molti lo dimenticano, e non parliamo solo dei tifosi, che spesso possono essere sciocchi o illetterati, ma anche, e soprattutto, delle istituzioni, che dovrebbero guidare la popolazione e stroncare sul nascere ogni motivo di vergogna.

Mario Balotelli è ormai il simbolo della lotta al razzismo

Forse a suo malgrado, e senza quindi una reale intenzione, Mario Balotelli è ormai diventato il simbolo dello sport contro il razzismo, a dimostrazione di come le manifestazioni sportive sono molto di più di un semplice gioco, ma un fattore culturale aggregante, che potrebbe insegnare il rispetto dell’avversario e del prossimo, portando una popolazione alla maturità sociale, dove forse un giorno non si assisterà più a micro guerre sugli spalti, e a insulti gridati ad alta voce, ma a qualcosa di speciale che oggi si riesce a vedere solo negli spalti di pochi sport.

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