Gabriel Barbosa, Inter, stai facendo la cosa giusta ?

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui


Sedici minuti, all’esordio, contro il Bologna, un paio a Sassuolo, poco più di cinque, sotto Natale, con la Lazio ed un buon quarto d’ora, nell’ultima gara di campionato giocata a San Siro, 3-0 sul Pescara. Nel mezzo, chances da titolare (l’unica), in coppa Italia contro il Bologna. Questo, lo storico di Gabriel “Gabigol” Barbosa, in maglia neroazzurra. Troppo poco, inspiegabilmente, troppo poco. E’vero che Pioli nell’ultimo mese e mezzo sta concedendo più spazio al brasiliano, rispetto a quanto faceva nelle prime settimane della sua gestione, segno che, questa tanto chiacchierata crescita, perché “arrivare in Europa dal Brasile non è facile” o perché “non conosce il nostro calcio”, c’è stata, o comunque, è in corso. E’ altrettanto vero che lanciare il brasiliano nella bufera che ha travolto l’Inter ad inizio stagione, ad ottobre, con un allenatore in bilico, i risultati che non arrivavano, le tensioni, i problemi, sarebbe stato contro producente, ma adesso?

Gabriel Barbosa e Gabriel Jesus, due storie a confronto

Capita poi, di buttare l’occhio un po’ più in là, fuori dai confini Italiani, magari in Inghilterra. Gioca il City, il City di Guardiola. Ah sì, magari nel finale concede uno spezzone a quell’altro ragazzo brasiliano, l’atro Gabriel, Gabriel Jesus. Ti viene da pensare. In Europa da un mese, ha già giocato di più, rispetto all’altro Gabriel, quello neroazzurro. Scampoli contro il Tottenham in campionato, titolare e in campo per 90′ sette giorni dopo, in FA cup contro il Crystal Palace e  protagonista, con un goal ed un assist, anche nell’ultimo match di  Premier League, altri 90′ minuti determinanti nello 0-4 finale sul West Ham. Due ragazzi, su cui il Brasile, da anni si interroga su chi sia il “Gabriel” migliore. Entrambi hanno saputo vincere in patria, Barbosa al Santos e Jesus al Palmeiras. Uomini chiave del Brasile campione olimpico, i paragoni con Neymar, Ronaldo, gli avvicinamenti dei più grandi club d’Europa, i milioni, una trentina, messi sul piatto per entrambi. Insomma, due crack. Non voglio paragonarli, aprire un dibattito su chi sia il migliore, assolutamente. Sono due giocatori molto diversi, che hanno in comune tre cose, oltre al nome: il talento, la giovane età e la provenienza.

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La grossa differenza tra i due? il coraggio di chi li gestisce, di lanciarli, di dargli fiducia, di permettergli di migliorare e di crescere facendo “tirocinio” sul campo. Guardiola ha saputo lanciare Gabriel Jesus, da titolare, nel campionato più fisico del mondo, storicamente di maggiore impatto su chi arriva da un altro tipo di calcio, specie per i brasiliani, abituati a ritmi totalmente differenti e che spesso, hanno pagato dazio nei primi mesi oltremanica. Guardiola ha schierato dal primo minuto Gabriel jesus, lo ha fatto in una gara insidiosa, su un campo difficile, contro una squadra preparata come il West Ham. Guardiola ha mandato in campo Gabriel Jesus e fatto sedere, in panchina vicino a lui, Aguero. Non proprio l’ultimo arrivato. E Gabigol? Coppa Italia, Inter-lazio. Dentro Palacio.

Gabriel Barbosa merita maggiore considerazione

Su Gabigol c’era mezza Europa, da anni, l’Inter lo ha strappato alla concorrenza della Juventus e soprattutto del Barcellona. I catalani, pare avessero addirittura un diritto di prelazione sul ragazzo, hanno denunciato e chiesto un risarcimento al Santos, segno che, anche una società sempre attenta con i giovani, come lo è il Barça, in Barbosa aveva visto qualcosa. Trenta milioni, una presentazione da fenomeno, un palmares importantissimo considerati i soli vent’anni non possono far passare Gabriel come un giovane, appena maggiorenne, uscito dalla primavera, ai primi approcci con il calcio dei grandi. Questo è un giocatore fatto e finito, con ampi margini di miglioramento, certo, ma già pronto per giocare da titolare anche in campionato. Non sempre, non tutte le gare, ma merita di essere considerato al pari di Eder, di Banega, di Palacio. Giusto proteggerlo e tutelarlo, la pressione, in Italia è tanta, specie per un profilo come il suo, ma si abbia il coraggio di metterlo alla prova, senza guardare alla carta d’identità, si abbia il coraggio di dargli più occasioni.

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Guardate Pjaca, è stato fuori per mesi, infortunato, eppure ha giocato più minuti di Gabriel. Pensate a Rashford, a Iheanacho e a decine di ragazzi con molta meno esperienza e meno talento del brasiliano che trovano spazio anche nei grandi club. Asensio al Real, i ragazzi della cantera al Barcellona, i giovani dell’Arsenal. Ai giovani va data la possibilità di sbagliare, di capire i propri errori e migliorare grazie ad essi. Gabriel in questo, ha un grosso vantaggio: l’amore della gente. E’ incredibile il legame che si è creato tra lui ed il pubblico neroazzurro, quasi un colpo di fulmine, non può essere altrimenti vista la rarità di occasioni in cui, le due parti, hanno avuto modo di incrociarsi.

Per concludere, la gestione dell’Inter di Gabigol è condivisibile, il ragazzo, con le qualità che ha, si affermerà anche in Europa, la scelta di pazientare prima di dargli davvero un occasione, che non è certo giocare gli ultimi 15′ minuti di un anonimo Inter-Pescara, sul 3-0, ci può stare. L’Inter non ha fretta, ha trovato la quadra e si continuerà così. Gabigol verrà centellinato ed utilizzato solo in condizioni di fortuna, poi, l’anno prossimo, si vedrà. Il rischio? rallentarne il percorso di crescita. Tuttavia Gabriel Barbosa, ad oggi, avrebbe trovato più spazio di quanto ne ha avuto fino ad ora in qualunque altra squadra del mondo. Ve lo assicuro.

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