Riccardo Cucchi, l’intero calcio italiano ti saluta!

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato

“Sono le 16.55 e un grande radiocronista italiano si appresta ad ‘appendere’ il microfono al chiodo”. Possiamo usare il gergo prettamente radiofonico per annunciare l’addio di Riccardo Cucchi al programma di ‘Tutto il calcio minuto per minuto“. E’ arrivata infatti l’età della pensione per lo storico radiocronista classe 1952 che ha salutato il suo pubblico con il collegamento da San Siro, in occasione del match Inter- Empoli.

Non è stata una semplice cronaca per il giornalista romano: sin dal pre-partita sono arrivati i primi riconoscimenti da parte delle due società che lo hanno insignito delle proprie maglie con due numeri diversi. Il ds Piero Ausilio gli  ha consegnato la maglia numero 10, a testimonianza forse del ruolo centrale come guida imparziale delle loro sfide. L’Empoli, invece,  ha scelto il 38,  ovvero gli ‘anni della sua splendida carriera‘, come scritto sul profilo Twitter.

Durante il match poi, lo sguardo di Riccardo Cucchi si è dovuto spostare verso la Curva Nord per osservare il tributo da parte dei tifosi nerazzuri, legati soprattutto al ricordo della finale vinta di Champions League contro il Bayern Monaco nel 2010. Un elogio che allontana almeno per un po’ la rabbia dimostrata dalla pañolada iniziale. 

Nella mente del radiocronista però non c’è solamente questo match. Tantissimi sono i ricordi nella sua esperienza ultratrentennale, cominciata ufficialmente nel 1981 con le cronache del Campobasso in serie B e in seguito ampliata ad altre categorie sportive come il canottaggio, la scherma e  l’atletica leggera (della quale commenta le Olimpiadi di Barcellona ’92). Tra Scudetti (celebri quelli della Lazio e della Roma), Olimpiadi e Mondiali (con l’euforia di Berlino 2006), il radiocronista romano ha raccontato favole sportive di eccelsa fattura, all’insegna dell’obiettività e dell’imparzialità. Lo dimostra proprio la scoperta odierna della sua fede biancoceleste,  ai microfoni di 90° minuto: “Ho cominciato a seguire il calcio all’Olimpico e confesso di essere di fede laziale. Sono stato il più critico ed il più severo possibile verso i miei colori anche per non farmi scoprire, ma l’obiettività non è mai mancata”.

In pratica si conclude una storica carriera sportiva che ci ha appassionato ‘minuto per minuto’ per ben 38 anni!

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