Calcio giovanile, allenatore finisce in manette per pornografia minorile e violenze sessuali

Posted on by Pasquale Quaglia

Avrebbe dovuto insegnare ai giovani il gioco del calcio e i veri valori dello sport. Ci si aspetta questo dagli “educatori” calcistici che nulla hanno di meno, ognuno con le competenze del proprio settore, dagli insegnanti scolastici. Invece stavolta, non è certo la prima, non è andata proprio così. Succede a Torino, dove un allenatore ventenne finisce ai domiciliari, un altro cinquantenne in manette e un arbitro, già, anche uno che la giustizia dovrebbe garantirla, riceve l’obbligo di firma. Le accuse sono di pedopornografia minorile e violenza sessuale. A far scattare l’indagine è stata la denuncia di due genitori cui il figlio aveva raccontanto di aver ricevuto delle avances  dall’allenatore ventenne. I due dormivano a casa di quest’ultimo dopo un allenamento.
Dalle perquisizioni effettuate dalla Polizia postale sono emersi nuovi scenari. L’allenatore, infatti, era recidivo a questo genere di atteggiamenti. Lo dimostrano le conversazioni nelle quali il tecnico, in cambio di prestazioni sessuali, prometteva un ruolo da titolare o altri guadagni. Non solo, a questo aggiungeva anche delle minacce.
Inoltre l’allenatore non era il solo ad agire. Si aggiungeva un collega più anziano che, sfruttando il tecnico più giovane, collezionava materiale pedopornografico. L’arbitro invece, con il pretesto di massaggi tonificanti, cercava contatti sessuali. Le indagini attualmente sono ancora in corso, con 15 minori che hanno già confermato le ipotesi degli inquirenti.

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •