Stroppa prima di Foggia-Lecce: “Domani chiunque può giocare. L’ho preparata come le altre”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito

Mister Stroppa in conferenza

Questa mattina presso la sala stampa dello stadio Pino Zaccheria, il tecnico del Foggia Giovanni Stroppa ha parlato in conferenza ai microfoni dei giornalisti, in vista del derby di domani sera con il Lecce dell’ex Pasquale Padalino.

Chi scenderà domani in campo per Stroppa? “Per me la squadra è talmente forte nei doppi ruoli, che chiunque può giocare. La mia gestione è sempre stata improntata a raggiungere quell’obiettivo lì: c’è una competitività ed una capacità di alzare l’asticella da parte di tutti, che ogni qualvolta, soprattutto in questo momento, faccio la formazione, sono in difficoltà. Penso più a quelli che stanno fuori, più a quelli che devono giocare. Perché mi danno forza, nessuno molla, tutti vogliono giocare. E questo è sinonimo di grandissima mentalità, di mentalità vincente. Magari puoi anche perdere, ma se fai tutto per essere pronto, credo che sia quel piccolo segreto che attesta la professionalità di ogni giocatore di conquistarsi la maglia. Soprattutto se sei a Foggia, giochi per vincere ed indossi questa maglia. Con dei giocatori importanti tecnicamente, ma soprattutto degli uomini: professionisti, arrivano un’ora e mezza prima dell’allenamento, vanno via sempre tardissimo. È questa la forza dello spogliatoio. Quindi se mi chiedete la formazione non la so“.

Dauni e salentini in testa alla classifica, un cammino simile: “Foggia e Lecce sono state le squadre che hanno tenuto più equilibrio, più continuità di risultati. Nelle ultime settimane Matera e Juve Stabia si sono un po’ staccate, anche se io continuo a dire che stanno bene, non mi danno sintomi di cedimento prestazionale. C’è da fare i complimenti a Padalino, al Lecce, che come noi sta facendo un campionato eccezionale. La partita di domani è una partita importantissima, se vogliamo anche determinante, ma allo stesso modo finiamo di dire le stesse cose. Magari finisse domani il campionato, però non è così. Mancheranno ancora 8 partite e di conseguenza, a maggior ragione, quella che è stata la continuità di risultati e di prestazioni, da qua al 7 maggio deve assolutamente continuare. Mai mollare, stare concentrati, a qualsiasi risultato possiamo domani eventualmente chiudere la partita“.

Che partita si aspetta Stroppa dal Lecce? “Non so cosa aspettarmi da parte del Lecce. Noi l’abbiamo preparata come sempre, conoscendo la nostra identità, cercando di capire e di carpire quali sono i pregi e i difetti della squadra avversaria. La nostra identità prima di tutto, i nostri movimenti prima di tutto, e poi di conseguenza riuscire a capire dove si fa male o dove potrebbero farci male. Questa è la solita routine di preparazione alla partita“.

Sull’approccio del Foggia: “Ci sono tre risultati per poter pensare da domani sera come continuare la stagione. Noi la prepariamo per vincere perché non penso di stare lì davanti a gestire, non è nella mia indole, non mi sembra giusto. I ragazzi vanno in campo sempre per vincere, come abbiamo sempre fatto. Col massimo rispetto per gli avversari. È chiaro che però non affrontiamo una squadra ultima in classifica“.

Domenica 23 gennaio 1994, 20a giornata di Serie A, Foggia-Lecce finisce 5-0, l’ultimo gol lo segna proprio Stroppa su rigore. “Me l’hanno ricordata: rientravo da un infortunio, una pubalgia. Feci gol addirittura su rigore. Non ho mai corso gli ottanta metri dalla curva Nord (sotto la quale Stroppa segnò, ndr) alla curva Sud. Mi ricordo quello perché non l’avevo mai fatto prima e diciamo che mi sono sfogato in quel frangente“.

A proposito di rigori, cosa consiglia ai rigoristi del Foggia, visto che dal dischetto sbagliano un po’ troppo. “Non c’è niente da insegnare, io penso che Mazzeo sia un rigorista eccellente, così come chi gli sta dietro. Calciare un rigore non è solo questione di tecnica, ma anche di carattere. E poi dipende sempre da che momento vai a calciarlo. Per me il rigorista rimane sempre Mazzeo“.

Foggia-Lecce sarà una gara accesa? “Io non vorrei smontare gli entusiasmi: se vi dico che è una partita come le altre, che l’ho preparata come le altre, non vorrei sembrare presuntuoso. Non è una partita come le altre e lo so. Però abbiamo fatto di tutto e anche io dentro di me sono sereno, perché ho una squadra che mi permette di esserlo. È una partita di calcio, bellissima, se tornassi indietro di 25-30 anni mi piacerebbe giocarla. Però fortunatamente non è così.

E a proposito del sold-out arrivato in poche ore: “È bello, mi fa piacere che la città è vicina. Negli ultimi tempi si era creato un certo feeling. Non è soltanto la mia soddisfazione, ma anche dei miei calciatori. E sono contento per loro. Se c’è così tanto entusiasmo, il merito è della mia squadra, che ha riportato questo entusiasmo che probabilmente meritava dalla prima giornata, visto quello che ha fatto l’anno scorso. C’è stato un primo momento di scetticismo, poi una cavalcata eccellente. Ci sono stati dei momenti meno positivi, però siamo stati sempre lì. E mi riferisco all’impegno e al sacrificio che la squadra in questo percorso ha fatto. Domani è il giusto coronamento. Non finisce domani, ma vorrei che si continuasse così. Soprattutto per loro, per Agnelli che è il capitano: lo cito come rappresentante dello spogliatoio della squadra“.

Sugli indisponibili: “Ad Angelo si è aggiunto anche Empereur, che non riesce a star bene con la caviglia. Ha provato tutta la settimana ad allenarsi, ma ha sempre ricadute. Vediamo di farlo stare meglio“.

Domani si gioca con 15 minuti di ritardo per protesta, dopo le aggressioni avvenute a Melfi ai calciatori del Catanzaro:”Potrei anche non giocare per protesta. Perché mi sembra assurdo che un ragazzo perda la partita e venga menato. Assurdo, non posso aggiungere altro“.

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