Barcellona – Juventus: più piccoli sono, più forte cadono

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

MalMessi

Cosa succede quando una forza inarrestabile incontra un oggetto inamovibile? Il paradosso è reso empiricamente dall’inarrestabile trio Messi – Suarez – Neymar (92 marcature in stagione, 1 milione secondo Verdini) che nei quarti di Champions appena conclusi si è scontrato contro l’inamovibile difesa della Juventus totalizzando un clamoroso (neanche tanto) zero gol fatti. Bonucci ha lasciato a Neymar soltanto gli occhi per piangere, Chiellini ha imposto la mordacchia a Suarez uscendo dal campo senza punti di sutura e Lapo Elkan, in 180 minuti, ha fatto più tiri nello specchio di Messi. Nessuno, neanche Buffon, avrebbe mai scommesso sullo 0 – 0 soprattutto dopo quanto accaduto al Paris Saint Germain. I francesi, nel ritorno degli Ottavi al Camp Nou (6 – 1), furono vittime nell’ordine: a) della grande prova corale dei blaugrana; b) del modulo di Luis Enrique, un livoroso 3 – 3 – 4 alla bersagliera; c) della tragicomica incontinenza degli sfinteri; d) dell’arbitro (pastore) tedesco Aytekin sempre pronto a scodinzolare in attesa che Josep Maria Bartomeu gli lanciasse un croccantino. Contro i bianconeri, niente di tutto questo è accaduto: a) il Barcellona si è lanciato a peso morto verso l’area avversaria, ma sempre peso morto era; b) Luis Enrique, prossimamente sulla panchina del Comacchio, non si è inventato niente, manco una bizona per provare a rincoglionire Allegri che pure tanto illuminato non sembra; c) il dottor Agricola ha passato ai calciatori, ovviamente a loro insaputa, chili di supposte caricate a Imodium per prevenire qualsiasi eventuale attacco di fifa; d) il signor Kuipers, olandese, è l’arbitro più ricco del mondo, multimilionario al punto che persino Bartomeu non poteva comprarselo, anzi potrebbe essere Kuipers ad assumere Bartomeu come filippino a cottimo per lo chalet al mare (e ‘sti ricchi son strani). In un giorno si è passati così dalle “Kassaite” di Real Madrid – Bayern Monaco (4 – 2) che hanno estromesso la squadra più forte d’Europa, alle virtù di Kuipers che si è addirittura permesso, a tempo quasi scaduto, di non concedere un mezzo rigore al Barcellona al proprio domicilio (!), fantascienza che manco Isaac Asimov sotto anfetamine potrebbe mai immaginarsi. Adesso, in attesa di conoscere l’esito dei sorteggi di Nyon dalla quale uscirà la prossima squadra del cuore di metà Italia, tra la Juve e la Coppa si intromettono altri due punti sui tre disponibili: e) l’imberbe Monaco di Falcao e Mbappe; f) la cazzimma di Simeone; g) Ronaldo. E’ soprattutto il famigerato Punto G di Ronaldo che potrebbe scatenare ansia da prestazione nei bianconeri, poiché il ciclo del portoghese non appare in flessione e, se in giornata, è fuori gioco per chiunque, persino per una forza inamovibile.
Per la felicità di Gagliardini, ad uscire sconfitto dai Quarti è stato soprattutto Luis Enrique. Il tecnico catalano, alla vigilia, ha tanto ricordato la baldanza di Cruijff (uno che l’arroganza poteva permettersela) nelle dichiarazioni che anticipavano Milan vs Barcellona (4 – 0) finale del ’94. I rossoneri, senza gli squalificati Baresi e Costacurta, brutalizzarono Romario & C. grazie alle sentenze di Massaro, all’incanto di Savicevic e allo sberleffo di Desailly che stava allo spettacolo come la Boschi sta alle riforme. “Possiamo fare 3 gol in 3 minuti” aveva dichiarato Enrique alla vigilia, la storia ricorderà che in 180′ ha segnato più Chiellini di Messi – Suarez – Neymar. Remuntada ‘sta ceppa.

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