ESCLUSIVA, Pasquale Campopiano: “Closing Milan, una storia nata per gioco e diventata l’operazione più importante degli ultimi 30 anni nella storia del calcio”

Pubblicato il autore: Roberta Consorti Segui

E’già passata una settimana dalla chiusura definitiva del closing. Il Milan di Berlusconi, ora è passato in maniera del tutto ufficiale, in mano all’imprenditore cinese Yonghong Li. A narrare per primo questa vicenda è stato Pasquale Campopiano, giornalista che ha scoperto la notizia della cessione del Milan quando ancora lavorava nella redazione del Corriere dello Sport. Noi di SuperNews siamo riusciti ad intervistare Pasquale che, molto attento a raccontare l’intera vicenda, ma anche restio su cosa dire e non dire, ci ha anticipato ciò che, poi, riporterà nel suo libro “Nero su rosso”, dandoci delucidazioni su questo evento che ha cambiato la storia del calcio  degli ultimi trent’anni.

Ad accordo ormai sigillato, vuoi spiegarci come sei venuto a conoscenza della trattativa tra il Milan e la cordata di investitori cinesi?
(Ahaha) Non posso raccontarti nei dettagli ciò che è accaduto e come si è sviluppata la vicenda, visto che uscirà il mio libro “Nero su rosso” che la descriverà molto bene. Posso dire che, però, questa storia nasce una notte di un anno fa, a casa di amici e davanti ad un Play Station match. Il fatto allucinante è che sono venuto a conoscenza della cessione del Milan il 14 aprile 2016, il closing viene firmato il 13 aprile 2017 e la conferenza stampa di presentazione  della nuova proprietà  è stata esattamente 365 giorno dopo aver “scovato” la notizia.

E’ vero che questa trattativa ha rischiato più volte di non vedere la luce?
Assolutamente si! E’ stata una trattativa molto complicata, perché, in questo anno, è successo di tutto e di più: sono saltate cordate, advisor di livello come l’americano Sal Galatioto, che era all’inizio all’interno della trattativa. Ci sono state le famose restrizioni economiche in Cina, che hanno complicato tutta la compravendita, perché il governo cinese ha visto queste operazioni molto rischiose, nelle quali si compravano squadre a debito. Essendo un’operazione di finanza strutturata, ho dovuto riaprire i libri di economia per capire cosa stava accadendo. Yonghong Li e i suoi “scudieri” hanno messo su una manovra da un miliardo e cinquanta milioni di dollari. Per tirare fuori questa somma (matematicamente impossibile che sia stata fatta da un’unica persona), si è creato un fondo dove gli investitori dovevano accostarsi per acquistare il Milan. Il governo cinese ha così immediatamente capito che si stava trattando di un’operazione a debito: i soggetti interessati si sono fatti prestare soldi da banche, finanziatori, colossi statali e non e, per questo motivo, ha visto non di buon occhio la trattativa, fino a “chiudere i rubinetti”, non solo per il Milan ma anche per tutti gli altri progetti sportivi. Stavano uscendo troppi soldi dalla Cina, senza avere la sicurezza che poi sarebbero rientrati. E’ per questo motivo che il closing è stato rimandato molte volte. Ma già da maggio 2016, quando c’erano i primi approcci della trattativa fino al giorno della chiusura ufficiale, è slittata ben undici volte.

Si vocifera che il presidente dell’Inter Zhang non voglia avere nessun tipo di rapporto con il neo presidente del Milan Yonghong Li. Tu cosa ne pensi di questa situazione?
A mio modo di vedere, queste voci non hanno molto senso e servono, più che altro, a destabilizzare il clima intorno alle due società. Secondo me non ci sono reali motivi per cui i patron delle due squadre non debbano avere rapporti. Soltanto il tempo ci dirà come stanno veramente le cose.

Dato che sei diventato uno dei punti fondamentali per i tifosi milanisti, pensi che Yonghong Li possa risollevare la situazione del Milan nei prossimi anni, fino a farla tornare ai piani alti d’Europa e del mondo?
Una persona che è in grado di spendere un miliardo e passa di dollari per acquistare una società, non credo possa riscontrare problemi nel costruire una squadra competitiva a livello internazionale. la disponibilità economica c’è e Yonghong Li ha provveduto ad instaurare un cda di altissimi livello, nella quale spiccano figure come  Fassone e Mirabelli, dei quali il loro curriculum parla da solo.

A proposito del cda che Yonghong Li ha creato, pensi che resterà così per un tempo determinato o no?
Credo che fino a quando il presidente resterà alla guida del Milan, il cda resterà senza dubbio questo. Nel momento in cui vorrà vendere, si scioglierà di conseguenza anche il consiglio di amministrazione.

Per creare una squadra competitiva serve un mercato di alto livello. La riunione tra Montella, Fassone e Mirabelli, oltre a ribadire la fiducia dell’allenatore, è servita per imbastire le prime manovre di calciomercato. I nodi da sciogliere sono molti, a partire dal rinnovo di Donnarumma, Suso e De Sciglio, passando per la questione Deulofeu fino al nome del centravanti. Se dovessi fare una classifica di priorità su queste manovre, qualemetteresti in testa?
Sicuramente il rinnovo di Donnarumma ha un’importanza superiore rispetto a tutte le altre questioni. Il giovane portiere rappresenta il futuro della società quindi anche per la dirigenza rappresenta il punto più importante da risolvere. In seguito verranno esaminate le altre questioni, tra cui quella del centravanti.

Oltre ai nomi già noti come Musacchio, Aubameyang, Fabregas e Morata, quali altri giocatori credi che abbiano buone possibilità di approdare al Milan?
Altri due giocatori che potrebbero appartenere alla lista di Mirabelli sono i laziali Keita e De Vrji, in uscita dalla Lazio, anche se si dovrà trattare con il presidente Lotito per i loro cartellini. Un altro volto che mi sento di accostare al Milan è quello di Pellegrini, centrocampista attualmente al Sassuolo,  il cui cartellino appartiene alla Roma. Non è escluso che a breve si incontri la società giallorossa che dovrebbe riprendersi il giocatore dal Sassuolo per una cifra intorno ai dieci milioni.

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