Giovani, forti e vincenti: la bella favola dell’Ajax di Peter Bosz

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

C’erano un classe ’99, un ragazzo del ’97 e due del ’96 in una delle formazioni più giovani che si siano mai viste in quarto di finale di Europa League. Sembra l’inizio di una barzelletta e invece è quanto si può registrare guardando l’età dei giocatori dell’Ajax schierati in campo dal tecnico dei lancieri Bosz nella sfida di andata dell’Amsterdam Arena contro lo Schalke 04.

E oltre a essere molto giovani (l’età media dei titolari non superava i 22 anni e mezzo) la maggior parte di essi ha dimostrato di avere un grande talento e di poter ambire in un futuro nemmeno troppo lontano a un trasferimento in una big europea. Ed è proprio questa ambizione, in parte fisiologica, che caratterizza l’Ajax (assieme ad altri grandi società come Porto e Monaco) come il supermercato dell’elite europea dove andare ad acquistare i grandi talenti del futuro.

Nella formazione che giovedì sera ha battuto per 2-0 lo Schalke troviamo almeno 2-3 potenziali grandi talenti del calcio dei prossimi anni. Partiamo dal più giovane, da un figlio d’arte come Justin Kluivert, figlio d’arte nemmeno maggiorenne che promette una carriera molto migliore di quella, comunque decisamente positiva, del padre Patrick. Il giovane Justin sta letteralmente bruciando le tappe passando in meno di una stagione dallo Jong Ajax alla squadra maggiore conquistando sempre più spazio sulla fascia sinistra. Se dovesse confermare quanto di buono mostrato in questi primi mesi con la maglia dell’Ajax, Kluivert sarà un sicuro desiderio di mercato di allenatori che fanno del gioco sulle fasce con il 4-3-3 o il 4-2-3-1 il loro credo tattico. Occhio poi ad Amin Younes, tedesco di origini libanesi che, dopo aver balbettato tra Borussia Moenchengladbach e Kaiserslautern, ha trovato la sua giusta dimensione nell’Ajax crescendo molto nell’ultima stagione. L’ultimo nome è naturalmente quello di Davy Klaassen, autentico mattatore nella sfida contro lo Schalke e capitano di questo giovanissimo Ajax. Klaassen è legato all’Ajax da oltre 10 anni, tra giovanili e prima squadra, e con la maglia dei lancieri ha vinto tre campionati senza, però, mai avere l’occasione di accarezzare l’idea di vincere un trofeo continentale.
Ed è proprio la scarsa confidenza con l’Europa la principale discriminante (oltre all’ingaggio) che porta i grandi talenti a lasciare l’Ajax per tentare un’avventura con una big. E per dimostrarlo basta guardare la lista di grandissimi giocatori che ha lasciato l’Ajax per tentare l’avventura in un top club europeo: da Wesley Sneijder a Luis Suarez, passando per Christian Eriksen, Klaas Jan Huntelaar e Jasper Cillessen fino ad arrivare a Gregory Van der Wiel e al partenopeo Arkadiusz Milik.

Un vero e proprio bastimento di grandissimi talenti disperso in giro per l’Europa: alcuni di loro hanno avuto tante occasioni per trionfare fuori dai confini olandesi (è il caso di Sneijder o di Luis Suarez), altri, invece hanno raccolto molto poco in termini di risultati con le nuove squadre di club. Probabilmente non vedremo mai l’Ajax tra i top club europei che lottano per la vittoria della Champions League, come avveniva in passato con l’Ajax di Crujiff o con quella di Davids e Kluivert, ma è certo che da questa scuola arriveranno alcuni dei grandi campionati del futuro del calcio

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: