Silvio Berlusconi addio Milan: ne sentiremo la mancanza? Le 5 perle del presidente alla guida dei rossoneri

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
Silvio Berlusconi addio Milan

Silvio Berlusconi addio Milan: la coreografia dei rossoneri prima del derby d’andata

Ora è ufficiale: Silvio Berlusconi dà l’addio al Milan. Oggi 13 Aprile è una data storica per i rossoneri e per il calcio del nostro paese in generale. Il presidente italiano più vincente della storia del pallone nostrano ha ufficialmente passato il testimone ai cinesi, nella speranza che il capitale orientale possa rilanciare il Milan ai livelli a cui lo ha portato il presidente uscente.
La figura di Silvio Berlusconi ha fatto sicuramente piacere ai tifosi rossoneri, visto che il suo Milan ha collezionato, durante i 31 anni di berlusconiana presidenza, 8 Scudetti, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppa Italiana, 5 Coppa dei Campioni/Champions League, 5 Supercoppa UEFA, 2 Coppa Intercontinentale e 1 Coppa del Mondo per club. Ma l’ex patron rossonero ha fatto bene al calcio italiano in generale, perchè ha alzato l’asticella di difficoltà facendo crescere tutte le altre società visto che per battere il Milan di Berlusconi bisognava spendere tanto per giocatori di livello.

SILVIO BERLUSCONI ADDIO MILAN: NE SENTIREMO LA MANCANZA? – Probabilmente sì. Il Berlusca era un personaggio che, amato o no, faceva sempre in qualche modo parlare di sè. Sicuramente amato dai tifosi milanisti visti i trofei che ha portato nella bacheca del Milan. Sicuramente odiato dagli avversari per delle sue uscite. Ma questo era ciò che voleva Silvio: far parlare di sè. Come presidente e come personaggio. Nei suoi 31 anni di presidenza non sono mancati gli anni bui (specialmente gli ultimi 5 anni) ma 26 anni di gloria e di successi non possono cancellarne 5 di insuccessi. Ora lo scettro del Milan passa nelle mani di questi cinesi che avranno l’onore e l’onere di far tornare a splendere il nome del Milan nel mondo, come lo fece Berlusconi a suo tempo. Un compito non da poco. I cinesi hanno molta pressione addosso.

SILVIO BERLUSCONI ADDIO MILAN: LE 5 PERLE DEL SILVIO PRESIDENTE – Tra le tante che Silvio Berlusconi ha rilasciato alla stampa nel corso della sua carriera da politico e da presidente dei rossoneri, abbiamo fatto una selezione e abbiamo riportato le 5 perle che l’ex numero uno del club di via Aldo Rossi ha rilasciato alla stampa. Il calcio italiano ringrazia Berlusconi per questi 31 anni in cui ha fatto crescere calcisticamente il nostro paese. Dalle bocche dei tifosi rossoneri non può che uscire solo un “Grazie Presidente!

Cara Santità, mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan. Infatti lei, come noi, è spesso all’estero, cioè in trasferta, a portare in giro per il mondo un’idea vincente. Che è l’idea di Dio” (Città del Vaticano, 1998).

Le bandiere nel calcio non si vendono e non si comprano. Mi è stato ricordato che però ho comprato Nesta che era la bandiera della Lazio. Non ho mai fatto un’offerta per Nesta quando ero presidente del Milan, il mio pensiero era che la Lazio lo dovesse tenere stretto. Poi quando, per motivi economici, è stata costretta a metterla sul mercato, di fronte alla possibilità molto concreta che il giocatore potesse andare alla Juventus, allora, e solo in quel caso, sono intervenuto, per non permettere ad un mio diretto concorrente di rinforzarsi” (9/02/2006)

L’addio di Shevchenko? Non è stato voluto da noi nè è stato causato dalla volontà del giocatore: lui ha dovuto subire i desideri della moglie. E si sa che spesso le mogli sono dei kapò a cui non si può dire di no” (14/12/2006)

Ho visto davvero 3 gol, non c’erano fuorigioco quindi bisogna dire che molto spesso, il Milan, si imbatte in arbitri di sinistra” (dopo la partita con il Cesena persa 2-0 dai rossoneri nel 2010).

Io conoscevo un interista mio amico, che aveva un cane interista. Il cane quando l’Inter pareggiava guaiva e quando perdeva si infilava sotto al letto e non c’era verso di farlo uscire fuori. Quando gli chiedevo che fa il cane se l’Inter vince, questo amico mi rispondeva: ‘non lo so, e ce l’ho da 15 anni!’ ” (2010)

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