Atalanta in Europa: la ‘Dea del Calcio’ esiste ed è nerazzurra

Pubblicato il autore: elia guerra Segui


Le divinità hanno segnato, e segnano tutt’ora, la vita di miliardi di persone. Sono parte del mondo, artefici di culture diverse, sollievo per l’anima, compagne di viaggio, muse ispiratrici e così via. Ma se la loro esistenza è legata strettamente alla fede delle singole persone, vi è una ‘Dea’ visibile a tutti, in carne ed ossa, composta da migliaia di persone unite dall’amore per due colori: : il blu ed il nero. Il suo nome è Atalanta. Per troppi anni, in modo quasi profano, abbiamo lasciato spazio a quello che viene chiamato ‘Dio del Calcio’, una sorta di divinità in grado di segnare – a volte in modo beffardo e crudele – il destino delle partite, trascendendo in più di un’occasione il merito e le qualità di una squadra per premiare la dedizione, la tenacia e il sacrificio dell’altra. A questo ‘dio’ a volte gli abbiamo dato un nome ben preciso, a partire da Pelè, passando per Maradona, e finendo con Messi. Calciatori in grado di personificarlo grazie allo loro classe sopraffina, capace di far ammaliare milioni di persone e in grado di rendere l’impossibile possibile. Ma ieri il Dio del Calcio si è, ufficialmente, fatto da parte per lasciar spazio alla sua sposa, tenuta nascosta per ben 26 anni: la Dea, Atalanta. 

ATALANTA IN EUROPA: UN SOGNO CHE SI AVVERA

Ieri, infatti, allo stadio Atleti Azzurri d’Italia – da pochi giorni di proprietà nerazzurra – l’Atalanta ha scritto una grossa fetta della sua storia(la quinta), conquistando matematicamente l’Europa. Ha deciso di farlo, paradossalmente, contro una delle regine europee, il Milan, che ha dovuto inchinarsi difronte alla Dea,  uscita finalmente allo scoperto. Traghettatore di questa grandissima impresa Gian Piero Gasperini, che con il suo giovane esercito ha sconfitto le tre Moire(il “fato”), tessendo con le proprie forze il filo del proprio destino, anche quando il vento non soffiava a poppa. Queste alcune parole del tecnico: “E’ stata una stagione difficile da descrivere, con tante emozioni diverse: avevo bisogno dopo le esperienze col Genoa di vivere qualcosa di speciale”. 

ATALANTA IN EUROPA GRAZIE AI GIOVANI

“Ora l’Atalanta è un esempio per le squadre che non hanno le risorse dei grandi club. E’ una società sana, ha acquistato lo stadio, ha un grandissimo settore giovanile e continuerà a puntare sui giovani, senza disdegnare di rinforzare la squadra”. In queste parole di Gasperini è racchiuso tutto il successo del club nerazzurro. La Dea dunque non è una realtà astratta, ma concreta ed imitabile. I valori che questa squadra ha trasmesso – spirito di gruppo, lealtà, fiducia reciproca, cattiveria agonistica, sacrificio, amore per la maglia e per i tifosi – nel corso della stagione non sono altro che i punti cardine per cui è nato questo magnifico sport, ma che con il tempo purtroppo sono scemati sempre di più. Serviva dunque la Dea del Calcio, con il suo esempio e coi suoi giovani, ad illuminare un mondo troppo legato al superfluo, alla propria gloria personale, al proprio io. L’Atalanta ha dimostrato a tutto il calcio, come il Leicester lo scorso anno, che il vero segreto per ottener fama è esser consapevoli dei propri limiti, quindi far di tutto per migliorarsi giorno dopo giorno, con infinita umiltà e dedizione. Inoltre, l’aver puntato su giovani in grado di ricambiare la fiducia dell’intero ambiente, è un segnale forte non solo per il mondo sportivo ma anche per quello sociale, troppo spesso malfidente verso i ragazzi che si proiettano nel mondo del lavoro.

A questa società, a questa squadra, a questi tifosi non si può che dire ‘Grazie!’. Che sia solo l’inizio del sogno Europa, che sia solo l’inizio per un calcio più semplice e puro. Grazie Dea del Calcio. 

 

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