Esclusiva SN – Ag. Raicevic (Gabriele Savino): “Filip al Bari? Ecco perché. Sul Vicenza dico che..”

Pubblicato il autore: elia guerra Segui


La redazione di SuperNews ha contattato Gabriele Savino, calciatore del Vicenza nel biennio 1985-’87(in cui siglò 9 reti in 63 presenze) e procuratore di Filip Raicevic, da gennaio in forza al Bari di Colantuono. L’ex biancorosso, dopo aver delineato lo stato di forma del suo assistito, ci ha rivelato il motivo per cui il montenegrino ha lasciato la squadra berica, con cui aveva un buon feeling(parole dello stesso agente). Poi Savino, in qualità di ex calciatore del Vicenza, ci ha detto la sua in merito alla delicata situazione che la squadra veneta sta vivendo, aggravata pesantemente dalla retrocessione in Lega Pro. Di seguito la nostra intervista esclusvia.

Innanzitutto come sta Raicevic? In questa stagione è stato perseguitato dagli infortuni.

“Guarda l’ho visto sta mattina, era in partenza per il Montenegro. Nel momento in cui lui stava ritrovando una buona condizione, ha avuto questa pesante distorsione alla caviglia a causa di un’entrata durante un allenamento di rifinitura che l’ha costretto a finir d’anticipo la stagione. Ha perso un mese e mezzo: è stato un gran rammarico, un vero peccato. Ora dobbiamo lavorare per presentarci al prossimo ritiro in condizione fisiche sufficienti. Era partito bene al Bari, poi è naufragata tutta la squadra”.

Invece mentalmente come lo vede? Visto che l’anno scorso ha disputato un’ottima stagione con il Vicenza e quest’anno, invece, è stato molto sfortunato.

“Filip è un ragazzo molto positivo. Ora è giusto guardare avanti. Si ricarica e poi partiamo più forti di prima perché le qualità ce le ha. Bisogna avere anche un po’ di fortuna nelle stagioni, perché questo è un calcio traumatico, basta guardare le varie squadre. Il Bari, infatti, nell’ultimo mese è stato senza attaccanti praticamente, come il Vicenza: un ospedale”.

A Bari come si trova?

“Bene, molto bene. Classica piazza del sud: quando le cose vanno bene c’è molta euforia; quando vanno un po’ così c’è il rovescio della medaglia. Comunque è una piazza molto importante. Peccato che Filip non sia riuscito a dare quello che sperava e voleva, quindi rimane il rammarico. Però nel calcio bisogna guardare avanti: la partita che hai giocato è finita e devi guardare quella a venire”. 

Lei a gennaio aveva detto che Raicevic avrebbe lasciato Vicenza solamente qualora avesse ricevuto offerte da squadre di Serie A, poiché si trovava molto bene. Cosa, dunque, lo ha spinto a cambiare piazza? C’era qualche screzio con la società?

“No no, è il Vicenza che lo ha messo sul mercato e lo ha voluto vendere, stop. Noi abbiamo semplicemente preso atto di questa scelta e il Bari era la squadra che più lo voleva. Quindi abbiamo optato per la squadra di Collantuono. Questa era la situazione. Nel calcio le cose possono cambiare velocemente. Lui sarebbe rimasto volentieri a Vicenza. Oltretutto con Bisoli aveva fatto 3 gol in 5 partite, poi purtroppo si è fatto male e ha perso un mese e mezzo. E’ stato un anno proprio sfortunato”.

Venendo, invece, al Vicenza: secondo lei cosa è mancato alla salvezza? Molti tifosi criticano il mercato invernale, sostenendo che si sarebbe dovuto puntare su un attaccante di maggior qualità ed esperienza, ma stando ai numeri gli innesti hanno fatto meglio rispetto al girone d’andata.

“Io mi sento di dire che noi non abbiamo chiesto di andar via. Se Filip non si fosse infortunato e sarebbe rimasto, magari avrebbe fatto quei gol necessari per portare il Vicenza alla salvezza. Stesso discorso per Galano. Sono state scelte della società e piangersi addosso ora non ha senso. Andavano fatte delle valutazioni diverse. Sono state scelte sbagliate completamente e vanno pagate. Qualcuno queste scelte le ha decise: a volte ti va bene, altre male. Io son tifoso del Vicenza e spero che le cose si sistemino. In Lega Pro è dura, e mi dispiace soprattutto per il pubblico vicentino che è di una categoria superiore, basta guardare le ultime partite. Il Vicenza meriterebbe una categoria diversa e anche una società diversa”.

Ultimamente stanno venendo alla luce diversi retroscena sulla delicata situazione che vi era tra i soci del Vicenza. Le chiedo: Raicevic percepiva questa tensione all’interno della società?

“No no i calciatori pensano solo a giocare e a far bene. Ad esser sincero il Vicenza sui pagamenti è sempre stato impeccabile. Questo gruppo non era compatto e c’era solo uno che decideva, ha fatto tutto lui. Ed è giusto che questa persona si prenda le sue responsabilità, nel bene e nel male. Bisogna fare anche un ‘mea culpa’. Il mercato qualcuno lo ha fatto; i giocatori mandati via qualcuno li ha voluti mandar via, così come gli acquisti. Ma bisognava esser più svegli sulle valutazioni e non cercare scuse successivamente. Ora, inoltre, si stanno scaricando le colpe a vicenda, ma qualcuno le scelte le ha fatte e chi le ha fatte dovrebbe ammettere di aver sbagliato con un po’ di umiltà. Anche se mi sembra che non ce ne sia molta. Si può retrocedere, la sconfitta va accettata, ma ci sono modi e modi. Io da calciatore quando sbagliavo una partita lo dicevo tranquillamente. Un Presidente quando sbaglia un’annata dovrebbe confessarlo e cercare di migliorarsi. Anche perché alla fine i penalizzati sono i tifosi. Io da tifoso mi auguro che il Vicenza riesca a risalire come hanno fatto anche altre società”.

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