Calcio, rivoluzione in atto: partite da 30 minuti effettivi. Perché sì / perché no

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
calcio durata tempi

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Non solo la VAR: nel calcio è in programma un’altra rivoluzione. Questo nuovo cambiamento andrebbe ad eliminare le varie perdite di tempo che si hanno in una normale partita di pallone. calciatori che si rotolano (simulando o no un fallo), falli laterali, proteste, sostituzioni ecc.
L’idea principale che porta questo rinnovamento voluto dai “capi” del calcio è di ridurre il tempo della partita da 1 ora e 30 minuti, a un’ora sola: 30 minuti per tempo. 30 minuti che però saranno effettivi, come nel basket per intenderci: ogni volta che ci sarà gioco fermo, l’arbitro fermerà il cronometro e lo farà riprendere soltanto quando il pallone tornerà in gioco. Insomma, una regola per evitare tutti i tempi morti nel calcio. Tempi che possono essere sfruttati dalle tv per approfondire argomenti, mandare mini spot pubblicitari o mostrare i replay di azioni salienti del match o della VAR. Sarebbe un bene questa rivoluzione?

Perché sì – I vari simulatori o i vari giocatori che perdono tempo per portare a casa un pareggio piuttosto che una sconfitta o per congelare un 1-0 vedrebbero svanire i loro propositi. Le statistiche di ogni partita dicono che una gara di calcio dura 25/30 minuti a tempo dei 45 stabiliti. L’idea quindi è giusta e si eviterebbero polemiche (come ad esempio per il gol di Zapata allo scadere nel derby d Milano di Aprile).

Perché no – Alla fine il gol di Zapata lo hanno dato anche senza questa “regola” (che ancora non si sa quando entrerà in vigore e se sarà approvata). Il fatto è che è bene sì riformare il gioco del calcio per ridurre sempre di più gli errori e per spettacolarizzarlo, ma sarebbe sbagliatissimo rivoluzionarlo. La differenza tra riformare e rivoluzionare è sottile ma importante: rivoluzionare vuol dire stravolgere qualcosa, mentre riformare significa mantenere quello che c’è cercando di migliorarlo con accorgimenti (vedi VAR e goal line technology).
L’ideale sarebbe magari sperimentare questa nuova formula nel campionato minore di ogni paese e poi, se si valuta in positivo, applicarlo anche alle maggiori leghe mondiali.

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