Juventus, un solo imperativo: ricominciare!

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui


Lasciami gridare, lasciami sfogare
e poi, ricominciamo cantava nel 1979 Adriano Pappalardo, per quello che diventerà uno dei grandi pezzi della storia musicale del nostro paese.
La storia, quella che la Juventus ha provato a riscrivere, ad invertire, senza successo, senza fortuna, un altra volta. Basterebbe ascoltare questa canzone, forse, per spiegare lo stato d’animo che vive oggi tutto il mondo Juve, lontano, dai momenti di gioia, di felicità, per i tanti, tantissimi successi ottenuti in Italia, anche in questa stagione.

Ricominciare. Non ci sono altre strade.

“La delusione è pari all’orgoglio che provo per la stagione della squadra. Ora stacchiamo, per ripartire ancora più forti!” ha detto Allegri al termine della gara di Cardiff, gli hanno fatto eco i giocatori, Marchisio e Bonucci su tutti, condividendo la grande amarezza per aver fallito, a pochi centimetri dal punto di arrivo, un obbiettivo che la Juventus non centra dalla stagione 1995-1996, ma soprattutto uns missione: Ricominciare. Ma da chi?

Due finali di Champions League in tre anni, seppur perse, sono un traguardo straordinario, raggiunto da una squadra, straordinaria, che sembra però essere arrivata alla fine di un ciclo che porterà, se non quest’estate, comunque molto a breve, ad un massiccio ricambio generazionale, un aspetto su cui Marotta e i suoi collaboratori stanno lavorando da sempre con grande attenzione, ma che mai come quest’anno potrebbe impegnare particolarmente la dirigenza bianconera.

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Smaltita la delusione, Buffon riprenderà il suo posto, da capitano, tra i pali della Juventus, ma è chiaro che considerati i suoi 39 anni, la pianificazione della sua eredità non può essere posticipata ancora a lungo, così come è evidente che chiunque dovesse arrivare, negli ultimi giorni è forte il nome di Szczęsny, dovrebbe accontentarsi della maglia numero 12, rimanendo almeno per un altra stagione, in panchina, potendo solo guardare, da lontano gare come quella con il Real Madrid. Per questo motivo saluterà i bianconeri Neto, che dopo due stagioni da comparsa ha voglia di rimettersi in gioco, obbligando la Juventus a cercare un sostituto.

La difesa, la BBC, il punto di forza, indiscusso, di questa Juventus, rappresenta l’incognita più grande. Barzagli ha 36 anni, Chiellini ne farà 33 a breve e Bonucci, che di anni ne ha 30, continua ad avere grandi estimatori in tutto il mondo, in particolare in Premier League con Conte e Guardiola pronti a tutto pur di averlo nelle loro squadre, Chelsea e Manchester City. Il tweet a fine gara del centrale bianconero, a dire il vero, qualche dubbio sulla sua permanenza a Torino anche nelle prossima stagione, lo ha lasciato: “Orgolioso di aver fatto parte di questo gruppo”. La Juventus, comunque, si è mossa in anticipo, riscattando Benatia, inserendo gradualmente Rugani ed acquistando Caldara per il 2018, preparandosi ad una futura, ma sempre più vicina, naturale dissolvenza del trio difensivo che ha fatto le fortune della Vecchia Signora.

Sarà necessario anche, riflettere sui laterali difensivi, se la Juventus a sinistra ad oggi, può dirsi coperta con Alex Sandro, anche lui richiestissimo in Inghilterra e Asamoah, lo stessi non si può dire della corsia opposta perchè Lichtsteiner, vicino all’addio già la scorsa estate sembra aver dato il meglio e Dani Alves, che esattamente un mese fa fa spegneva 34 candeline, non può garantire, come non lo ha fatto quest’anno una stagione intera ai suoi livelli, qui, la Juve dovrà sicuramente intervenire. L’ipotesi di riportare a casa Lirola, attualmente in prestito al Sassuolo , è stata subito accantonata per lasciar spazio ad un altra idea: Mattia De Sciglio. Il terzino del Milan, parecchie volte accostato alla Juventus è l’indiziato numero uno ad arrivare a Torino perchè è giovane, è Italiano e soprattutto piace ad Allegri, che lo riabbraccerebbe volentieri dopo aver condiviso con lui l’esperienza rossonera.

E’ su Pjanic invece che la Juventus punterà con decisione il prossimo anno, l’ex centrocampista della Roma è cresciuto esponenzialmente in questa stagione e nel nuovo ruolo che gli ha  cucito addosso Allegri, rinunciando spesso e volentieri a Marchisio, che rimarrà sicuramente al contrario di Khedira, autore di una stagione straordinaria e sorprendentemente costante, che potrebbe decidere di migrare all’estero, magari in qualche campionato meno impegnativo dal punto di vista fisico. Porte girevoli per tutti gli altri, Lemina, Sturaro, Rincon, nessuno è incedibile e in caso di buone offerte potrebbero partire per lasciare spazio all’eventuale top player che Allegri vorrebbe per completare la sua mediana.

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La finale di Cardiff i tifosi della Juventus, l’hanno vista in bassa risoluzione, dell’HD nemmeno l’ombra, ma è proprio da loro, Higuain e Dybala, che i bianconeri devono ripartire per poter rigiocare gare come quella. Dybala, il peggiore in campo nella sconfitta contro il Real Madrid, ha ancora bisogno di crescere ma sul suo talento la Juventus può costruire ancora tanti anni gloriosi e di successo, dovrà imparare ad essere più letale e determinante in zona goal, in questo, lo può aiutare Higuain, che anche quest’anno ha sfondato il muro dei trenta goal stagionali. Da rivedere Cuadrado, in calo nei mesi decisivi e Pjaca, che quest’anno non ha avuto modo di mettere in luce tutte le sue qualità, bloccato dall’infortunio ha terminato anzitempo la sua stagione obbligando agli straordinari Mandzukic.

Le difficoltà, in termini di soluzioni, che la Juventus ha dovuto affrontare in questa stagione sono figlie della brillante intuizione di Allegri di modificare lo schieramento dei bianconeri, adottando quel 4-2-3-1 che ha permesso ai bianconeri di trovare equilibrio esaltando le qualità di tutti gli uomini offensivi, gli unici però, di cui il tecnico campione d’Italia disponeva, costringendo agli straordinari Cuadrado, Dybala, Mandzukic ed Higuain oppure, a utilizzare calciatori fuori posizione come Lemina, spesso adottato come esterno alto a destra, in alternativa a Cuardaro o Sturaro, che dalla parte opposta ha permesso, di tanto in tanto, a Dybala e a Mandzukic di tirare il fiato, se l’impronta tattica rimarrà questa, bisognerà trovare alternative valide e di livello, Keita e Schick, in pugno ai bianconeri, può già essere una risposta.

 

 

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