Kingsley Coman arrestato per violenza domestica, nei guai l’ex juventino

Pubblicato il autore: Saverio Crea

 

 

Kingsley Coman, con la maglia del Bayern Monaco

Brutta vicenza giudiziaria per Kingsley Coman. L’attaccante del Bayern Monaco è stato arrestato per violenza domestica. Coman avrebbe picchiato l’ex fidanzata dopo un litigio. La donna è stata portata in ospedale e la prognosi è di 8 giorni. Il talento ex Juventus, è stato interrogato nel Commissariato di Chessy nella regione dell’Ile de France. Secondo L’Equipe, Coman ha ammesso le sue colpe ed è stato rilasciato. Il processo si terrà a settembre. Cosa ha fatto scaturire la rabbia del 21enne? L’ex wag sarebbe entrata nel profilo Instagram del francese, rubando la password,  per fare pubblicità ad uno dei suoi sponsor. Inoltre, si dice che i due fossero in conflitto già da alcuni giorni prima.

Kingsley Coman, ha avuto una carriera folgorante. Dalle giovanili del Psg, è giunto in prima squadra e nel 2014, a 18 anni, viene acquistato dalla Juventus. Con i bianconeri ha vinto un Campionato, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, conquistando la finale di Champions League.  Nell’estate 2015 è passato al Bayern in prestito, in cerca di maggiori stimoli e di un ruolo più congeniale. Con i bavaresi, ha conquistato i tre titoli nazionali ma ha trovato poco spazio nella gestione di Carlo Ancelotti. Nella stagione scorsa, pur giocando poco, ha raggiunto con il suo team la semifinale di Champions League (poi persa contro l’Atletico Madrid) ed è stato riscattato dal club.

Coman e non solo, altri casi di calciatori violenti

Coman non è il primo atleta a distinguersi per atti di violenza. I casi di calciatori coinvolti in questo genere di situazioni, sono moltissimi. Solo nel 2016, Pablo Armero è stato arrestato in un hotel Miami per aver picchiato la moglie e rilasciato su cauzione. Il nigeriano Ahmed Musa del Leicester, nello stesso anno, avrebbe colpito di proposito la moglie Jamila.  Pochi anni prima, grande scalpore aveva suscitato la lite in strada tra Radja Naingollan e la moglie Claudia. Il belga della Roma aveva negato categoricamente di averla toccata. Aveva stupito anche il comportamento di Lilian Thuram. Il campione francese, era stato accusato dalla moglie Karine Le Marchand di abusi e violenze.  Poi quest’ultima aveva ritrattato, cambiando versione dei fatti.

Un altro juventino, Edgar Davids venne denunciato nel 2002. La moglie lo accusava di minacce e continue violenze. In quel caso, l’allora tecnico della Juventus Marcello Lippi aveva reagito così: “Sono fatti privati che non riguardano un allenatore”. Altri casi hanno riguardato l’ex romanista Mancini e il nazionale olandese Van Der Vart. Recenti, invece, i commenti sessisti ad una guardialinee di alcuni giocatori dello Sparta Praga. I calciatori sono stati “puniti” in un modo singolare. Si sono dovuti allenare con la squadra femminile.  Ovviamente, ci sentiamo di condannare ogni forma di violenza nei confronti di chiunque, specie delle donne. Forse i club dovrebbero cominciare a imporre delle sanzioni o dei provvedimenti contro questi comportamenti. Situazioni che non sono solo private, visto che i calciatori sono personaggi pubblici che sono presi da esempio dai giovani di tutto il mondo. Da ricordare, almeno in Italia, un’iniziativa promossa dalla Lega di Seria A negli ultimi anni. La campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, ideata da WeWorld, contro la violenza sulle donne. Nel 2017 è stata chiamata “Timeout”, proprio per indicare che il tempo è finito, bisogna fermare adesso questo fenomeno.

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