Omicidio Ciro Esposito, ridotta a 16 anni la pena a “Gastone”

Pubblicato il autore: Francesco Moscato


La giustizia italiana? E’ qualcosa di misterioso, e a dir poco ambiguo. E’ da poco giunta la notizia, che ha del clamoroso, in una giornata molto tesa. Daniele De Santis ultras della Roma, assassino di Ciro Esposito, tifoso del Napoli, s’è visto ridurre la pena da 26 a 16 anni di reclusione, per l’uccisione del tifoso napoletano. Aria di grande tensione, dopo questa sentenza, che probabilmente aumenterà ancora di più i rapporti già non proprio amichevoli tra le due tifoserie, dopo il triste episodio del 3 giugno 2014. Nonostante la riduzione della pena, il gesto rimane un omicidio volontario che esclude la legittima difesa come esposto dai suoi difensori. In aula si sono registrati anche momenti di grande ostilità tra Antonella Leardi, la madre di Ciro, ed i genitori di “Gastone”, che giustamente difendevano e prendevano le parti dei loro figli.  Così la madre di Esposito, ha lasciato l’aula, infastidita e indegnata della riduzione della pena nei confronti di De Santis. Profonda amarezza, anche sui social, tra i sostenitori del Napoli, che hanno intitolato strade, canzoni e striscioni, al povero Ciro, che si trovò coinvolto in una specie d’attentato che gli ultrà della Roma, commissionarono ai tifosi del Napoli, nella finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. La giustizia italiana, intanto, ha ancora dimostrato debolezza, ed incapacità di poter prendere decisioni istantanee, su episodi, che causano, danni fisici e morali, per una partita di calcio.

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