Sfumano i 3 giorni più importanti della storia dell’Ancona: ora vediamo che faranno i nostri eroi…

Pubblicato il autore: stefano beccacece Segui

Che futuro per l’Ancona?

Sta passando anche l’11 giugno, l’ultimo dei 3 giorni più importanti nella storia dell’Ancona. Dopo il “doppio 7 giugno” – le promozioni in Serie A a Bologna e Livorno con reti di Ermini in un caso e Daino nell’altro, è arrivato il giorno seguente, che ha visto la promozione in Serie B del 2008 nel 2-1 – reti di Mastronunzio e Cazzola – nella soffertissima finale di ritorno contro il Taranto. E infine, la partita dell’11 giugno 2000, quella di Perugia, che valse la B nel derby contro l’Ascoli grazie al gol al 118′ dell’anconetano Mirko Vetura.

L’impressione è che il passato è ciò che resterà da ricordare dopo che non solo non si potrà fare ovviamente affidamento sulla società attuale, ma inoltre, coloro che si riuniranno domani non sembrano intenzionati al salvataggio ma disposti al massimo a ripartire dal basso.

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In pratica, è vero che l’eventuale cordata è composta da imprenditori che coi propri soldi fanno ciò che credono – ed è vero che le indagini sulla società attuale potrebbero portare sorprese – ma è anche vero, dopo gli ultimi anni,  che se c’è la volontà di partire dal basso, non c’è la volontà di andare molto in alto.

Fra i tifosi, prima  che la Curva e i C.U.B.A. prendano posizione, in molti questa volta probabilmente diranno basta in modo autonomo.  Sarà difficile accettare il nuovo sodalizio eventuale, perché l’Ancona per molti è l’US Ancona 1905 e si vuole che qualcuno la salvi. Ma ricordiamoci che l’US Ancona 1905 è l’ex Piano San Lazzaro, che in tanti fecero fatica a digerire nel 2010. Ma nel 2010 l’Eccellenza doveva essere solo la prima tappa di un lungo percorso.

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E poi, a molti non va giù la più che probabile presenza dell’ex direttore sportivo Sandro Marcaccio in rappresentanza dell’ex Patron Andrea Marinelli: ai due viene imputato lo sfacelo che ha preso forma sin dal 2015, quando Marinelli ha deciso di lasciare, e Marcaccio ha  proposto all’associazione dei tifosi Sosteniamolancona di gestire il club. Marcaccio avrebbe promesso all’associazione di stare vicino nella gestione, salvo poi defilarsi e andare a fare il dirigente con l’ex patron. Dopo essere stato apprezzato e stimato da tutti, e adorato da qualcuno, è più che probabile che l’ex DS abbia definitivamente perso la possibilità di avere un rapporto con la piazza.  Anche se va detto che Marcaccio, persona degnissima, competentissima, e onestissima, è leggermente volubile.  Nel 2008 ha lasciato dopo la promozione in B – ma per sua stessa ammissione era pronto a farlo prima; ha tenuto in apprensione la società dopo la risalita del 2014 prendendosi una pausa di riflessione, e allora gli è stata data la possibilità di strutturare la società per renderla “professionistica” fino all’abbandono dopo aver fatto la proposta a SA, la quale avrebbe dovuto ricordare che l’interlocutore di solito non firma contratti per più di un anno alla volta.

Un’ultima riflessione: fra le varie voci di persone o cordate interessate, si è parlato di incontri di Schiavoni con Vecchiola – direttore sportivo – poi si è parlato degli ottici portati dall’ex direttore sportivo dell’anno di gestione dei tifosi Domenico Sfrappa – sul cui invito per domani c’è un giallo, ma comunque non ci sarà; e poi c’è Marcaccio, che è in rappresentanza di Marinelli, ma comunque ha un fortissimo legame con mister Imesa. E’ possibile che abbia un ruolo. Dopo il progetto etico del “Progetto Soccer”, quello del “Club dei 42” e quello dei tifosi, il nuovo futuro – ammesso che ci sia – prevederà più DS che giocatori?

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