De Rossi Juventus: “Grosse macchie sul suo passato. Legato a Roma ma tentato da un’esperienza altrove”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

De Rossi Juventus, le parole del capitano della Roma

Sono stati molti i temi affrontati in una lunga intervista al Corriere dello Sport dal capitano della Roma Daniele De Rossi che ha parlato del suo attaccamento nei confronti della città di Roma e dei giallorossi toccando altri interessanti temi, tra cui quello dello strapotere degli ultimi anni da parte della Juventus.
Il centrocampista della Nazionale si è aperto a 360 gradi spaziando su vari argomenti nel corso dell’intervista ma i passi salienti delle dichiarazioni di De Rossi sono senza dubbio quelli riguardanti le “difficoltà” di sopportare le forti pressioni che esistono a Roma e che spesso hanno anche influenzato l’andamento della squadra giallorossa e quelli relativi al confronto con le altre grandi del calcio italiano ed in particolare con la Juventus. Proprio nei confronti della società bianconera e del suo passato De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni che faranno discutere.

 E’ difficile vincere a Roma perché ci sono società più potenti a livello economico, con più storia alle spalle, per quel che riguarda le vittorie, e, lo sappiamo, ‘vincere aiuta a vincere’. La Juve in questi anni ha avuto uno strapotere finanziario certo, grazie allo stadio ma anche per come hanno gestito il capitale umano di cui disponevano. E si sono tolti di dosso l’immagine dell’ultima gestione, che era stata vincente ma aveva delle macchie gigantesche sul groppone. Noi negli ultimi anni siamo sempre stati dietro”

De Rossi ha poi parlato di quanto l’ambiente romanista sia cambiato negli ultimi anni anche a causa delle eccessive critiche che arrivano dall’esterno e che hanno rovinato quello spirito di attaccamento alla squadra presente in passato.

” Le radio, i giornali , l’estrema passione che c’è in città portano ogni tanto a superare i limiti. Secondo me hanno fatto un danno, hanno rovinato quel senso di “romanismo” che esisteva un tempo.  Il romanista prima difendeva sempre un altro romanista, difendeva il proprio giocatore anche se era il più scarso. Era proprio una famiglia, qualcosa che univa tutti quanti perché ‘noi siamo romanisti, noi siamo romani, noi siamo una cosa diversa da voi. Adesso c’è una facilità nel dividersi per qualsiasi cosa che se non ha portato meno punti in campo sicuramente non ha aiutato a vivere meglio quello che si faceva”.

Infine De Rossi ha fatto il punto sul suo futuro e sulle aspettative future della sua carriera.

“Ho sempre pensato che sarebbe bello se io finissi a Roma. Mi piacerebbe vivere, con le dovute proporzioni, una giornata come quella che ha vissuto Totti. Sarebbe bello vivere un saluto così intenso da parte dei tifosi  anche per me. Non so quando, non so come. Allo stesso tempo però sento il desiderio di vivere un’esperienza altrove. Anche perchè sedici anni a Roma sono come trentadue da un’altra parte, sono impegnativi, te li senti adosso. La pressione è eccessiva. L’offerta più importante è arrivata da un club italiano ma come si dice non mi ha retto la pompa:non me la sentivo di tradire la città ed i tifosi. Ma se fosse arrivato un club europeo o americano probabilmente oggi non saremmo qui”.

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