Dybala erede di Messi ? Nel 3-0 di Barça-Juve, Leo annienta la Joya

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte

Dopo l’ennesima sconfitta in finale di Champions League, tutti speravano in un riscatto della Juventus, in modo da poter cominciare la nuova avventura europea nella competizione più ambita nel migliore dei modi; invece i bianconeri, pare siano rimasti fermi al 3 giugno scorso a Cardiff, quando con un secondo tempo, indegno, gettarono totalmente al vento le loro possibilità di lottare alla pari con il Real Madrid, fino al novantesimo.

Lo stesso è accaduto ieri sera a Barcellona. La squadra di Massimiliano Allegri, come accadde tre mesi e mezzo fa contro i “blancos”, non ha affatto sfigurato nel primo tempo creando azioni d’attacco interessanti, con il solito atteggiamento tattico, difesa e contropiede. Il tutto è durato fino allo splendido gol di Leo Messi ad un solo minuto dell’intervallo. Da quel momento i bianconeri non sono più scesi in campo dal punto di vista mentale, non insidiando minimamente la porta avversaria, mostrando un arrendevolezza spaventosa. Al Camp Nou si è vista insomma la bruttissima copia della squadra che cinque mesi fa, in quello stadio, strappò un pareggio inaspettato, senza subire neanche un gol.

Barcellona – Juventus, la sfida Messi-Dybala e le poche note liete bianconere
Il nuovo giovane numero 10 juventino, proprio come a Cardiff, ha sentito il peso delle troppe responsabilità attribuitegli. Cinque mesi fa, a Torino, Dybala ha annientato il Barcellona praticamente da solo, vincendo la sfida, con Leo Messi che ieri si è preso la più classica e promessa vendetta sportiva.
Le uniche note liete della serataccia sono state le buone prestazioni del nuovo acquisto Blaise Matuidi, già in una forma fisica più che buona e di Mattia De Sciglio, che dopo tante critiche è stato l’unico giocatore volenteroso dei bianconeri prima dell’infortunio, a fine primo tempo, per una distorsione ad un ginocchio.

La Juventus si è presentata in Catalogna, con una marea di assenze tra infortunati e squalificati, tra i top, Sami Khedira, Mario Mandzukic, Claudio Marchisio, Juan Cuadrado, ma sopratutto, Giorgio Chiellini, alle prese con i problemi al polpaccio sinistro che lo tormentano da due anni. Nelle ultime partite di Champions tra la finale dello scorso anno e questo esordio da dimenticare, il club torinese ha subito sette reti totali, decisamente troppi per una squadra che ha fatto del reparto arretrato il proprio punto di forza. A riguardo,  le scelte tecniche di Allegri, in Catalogna, nonostante l’emergenza, hanno fatto discutere, sopratutto quella inserire Stefano Sturaro, che è tutto fuorchè un terzino, al posto di De Sciglio. Escludere  Stephan Lichtsteiner dalla lista Champions è stata un’imprecisione colassale che i bianconeri rischiano di pagare ulteriormente con il prosieguo della competizione specie in caso di nuovi infortuni o di assenze per squalifica dei titolati.

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