La Roma lotta contro il tabù Champions League

Pubblicato il autore: Elena Caruso Segui
Champions League

La Roma vuole rendersi protagonista in Champions League

Prima dell’attesissimo match contro il Chelsea di Antonio Conte, valido per la terza giornata della fase a gironi della Champions League, i giallorossi dovranno affrontare due gare importantissime e difficilissime in campionato che già mettono grande pressione alla squadra di Di Francesco, soprattutto per le possibili e temute assenze causa infortunio: la prima si disputerà contro il Milan che in emergenza per risultati negativi e prestazioni discutibili sicuramente proverà a rialzarsi proprio contro i giallorossi per continuare a dire la sua in Serie A, la seconda sicuramente più impegnativa contro il Napoli che ha già dimostrato di essere la vera squadra da battere per mostrarsi forti in questo campionato. Due match non facili dunque che metteranno in luce con maggior chiarezza pregi e difetti dei capitolini proprio in vista della sfida contro i Blues in vetta a punteggio pieno nel girone C di Champions League.

Se in campionato la Roma mostra un buon livello agonistico (con quattro gare vinte su cinque e una ancora da recuperare) in Europa e sopratutto in Champions League il discorso cambia. La Roma si ritrova nella competizione europea, dopo la disastrosa eliminazione ai preliminari nella scorsa stagione ad opera del Porto, con un pareggio a reti inviolate maturato contro l’Atlético Madrid e una vittoria (2-1) sofferta contro il Qarabag, qualificatosi per la prima volta nella sua storia ai gironi di Champions League. Se il risultato contro la squadra di Simeone, compagine forte è ostica, è accettabile la prestazione offerta contro il Qarabag lascia qualche dubbio di troppo. La squadra di Di Francesco, esordio assoluto nella competizione Europea per l’allenatore, si mantiene a galla affidandosi soprattutto ad Alisson, in entrambe le gare migliore in campo, ma questo non può bastare per imporsi sul Chelsea. Le due prestazioni precedenti, soprattutto quella contro il Qarabag, mostrano una Roma molle e a tratti spenta, troppo disattenta in alcune fasi del match, un atteggiamento rischioso e poco rassicurante che costringe i giallorossi a faticare troppo per fare risultato. Nonostante una rilassatezza di fondo e i troppi errori commessi in difesa la Roma ritrova comunque la vittoria in trasferta, una vittoria che in Champions mancava dal lontano 2010, ma i tre punti non bastano per dissipare i dubbi sulle capacità della squadra di affrontare al meglio entrambe le competizioni. La tensione è alta sia in campionato sia in Europa e i giallorossi non possono permettersi il lusso di perdere terreno dalle capoliste.

I giallorossi, infatti, non brillano per prestazioni eccezionali e presentano da sempre lo stesso handicap, faticano ad adattarsi alla competizione europea e oltrepassare i quarti o addirittura gli ottavi di finale. Salvo alcune occasioni, i giallorossi tendono a subire il gioco delle avversarie confermando un cammino assolutamente negativo non solo in Champions League ma anche in Europa League e dopo la stagione maledetta (2006/2007) anche le successive non hanno regalato grandi soddisfazioni ai tifosi romanisti. Restano nella memoria soprattutto le clamorose sconfitte a suon di gol maturate contro Manchester United (7-1, 2007), Barcellona (6-1, 2015) e Bayer Monaco (7-1, 2014) e per sfatare il tabù Champions League ed evitare una simile debacle i giallorossi dovranno fare molto di più già a partire dal Chelsea.

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