Milan, il cambio di modulo è davvero ciò che serve?

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui

Milan cambio modulo Montella

Si è alzato un polverone attorno al Milan dopo la prima sconfitta stagionale. Una sconfitta tosta, 4 gol subiti quando nelle prime 7 gare ufficiali tra Serie A e preliminari di Europa League la difesa aveva incassato solamente un gol, quello contro il Cagliari ad opera di Joao Pedro. C’è da dire che la sconfitta è arrivata contro la prima vera squadra tosta che i rossoneri hanno affrontato da inizio stagione a oggi: la Lazio già l’anno scorso si era dimostrata una squadra insidiosa e i ragazzi di Montella hanno fallito il primo vero test di maturità per vedere a che punto era il lavoro del mister. Risultato: c’è ancora tanto da fare per l’aeroplanino. Ma non sul piano del gioco, quanto su quello mentale. E  vi spiego perché.

NON È UNA QUESTIONE DI MODULO: Il Milan non ha perso la partita malamente contro la Lazio perché ha giocato con un 4-3-3 piuttosto che con un 3-5-2 (schieramento verso cui si indirizzerà Montella per la partita di Europa League) o con un 3-4-3 o che si voglia. Il Milan ha perso la partita perché mentalmente non è ancora una grande squadra. Se i rossoneri fossero scesi in campo con un 3-5-2 probabilmente avrebbero perso ugualmente il match. Il problema su cui deve lavorare Montella ora è la mentalità. Il Milan ha dimostrato di non avere per nulla forza mentale. Aveva cominciato benissimo la partita, i primi 15 minuti erano stati un dominio e un possesso palla nella metà campo biancoceleste. Alla prima palla gol della Lazio però è come se si fosse sgretolato qualcosa nella testa dei giocatori, soprattutto i più giovani. Dopo il primo gol ci si aspettava la reazione, invece è arrivato addirittura il secondo gol della Lazio. A inizio ripresa ci si doveva attendere un Milan aggressivo, e invece in 4 minuti sono arrivati due gol laziali. È su questo aspetto che deve lavorare Montella, con l’aiuto dei “vecchi” (Bonucci, Montolivo e ci mettiamo in mezzo pure Abbiati). Il mister dovrebbe proseguire con il 4-3-3 ed eventualmente adattare il modulo all’avversario, non al fatto di aver steccato (seppur malamente) una partita.

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