Milan, una débâcle pesante che può fare già da spartiacque per l’intera stagione

Pubblicato il autore: Andrea Gravina Segui


La pesante sconfitta del Milan per 4-1, arrivata domenica pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma, sia in termini di risultato che di prestazione, è inevitabilmente finita sotto i riflettori degli appassionati di calcio, aprendo dibattiti sulla reale forza di questa squadra, dopo il mercato estivo faraonico e facendo storcere, e non di poco, il naso a tutti i tifosi rossoneri.

Non ci soffermeremo molto sull’analisi del match, dove il Milan fin dalle prime battute è apparso in alcuni uomini chiave (vedasi ad esempio Kessiè a centrocampo) poco concentrato, quasi con troppa sicurezza dei propri mezzi, con una condizione fisica non al top (questo dipeso molto a mio avviso anche dagli impegni di ben 16 giocatori con le rispettive nazionali) e soprattutto con alcune scelte tecniche e tattiche discutibili da parte del mister Vincenzo Montella. Affrontare una Lazio, che è squadra solida e già ben rodata a differenza della squadra rossonera che insieme ha collezionato pochi minuti, con una schema (4-3-3) che non esalta le caratteristiche di molti giocatori e uomini forse non ancora pronti per questa maglia come Borini e Cutrone, il ragazzo di bellissime speranze e sicuro avvenire classe ’98 che fin qui ha ben impressionato ma a cui non si può certo chiedere di reggere un intero attacco, non sono sembrate intuizioni vincenti.
Non benissimo neppure il neo capitano Leonardo Bonucci, come al solito lucido e diretto nel post gara, ha ammesso per primo quanto questa sconfitta debba essere lo spartiacque per crescere e lavorare sodo al fine di divenire squadra con la S maiuscola, è apparso in alcune circostanze in difficoltà sia fisica che tecnica, nella difesa a 4 soffre e non rende come centrale nella difesa a 3.

Unica nota positiva che merita di essere segnalata è la prova dell’ex capitano rossonero Riccardo Montolivo, andato a segno dopo oltre 3 anni di digiuno in campionato ed apparso lontano parente del giocatore lento e macchinoso visto e criticato troppo spesso dal popolo milanista. La possibile svolta si chiama 3-5-2 con soprattutto due cambi fondamentali nell’undici di partenza: l’inserimento a centrocampo di Jack Bonaventura, giocatore imprescindibile per la causa rossonera, uno dei migliori e duttili centrocampisti italiani, sa ricoprire più ruoli, dotato di buona tecnica sa saltare e creare superiorità numerica come pochi in rosa, dentro anche Nikola Kalinic, il croato ex Fiorentina attaccante moderno che ben conosce il campionato italiano e sa sia aiutare i compagni in fase di appoggio sia fare a sportellate coi difensori avversari, con un buon fiuto per il gol (32 presenze in serie A con la viola lo scorso anno, 15 reti).

Banco di prova importante già giovedì 14 settembre alle ore 19:00 all’Ernst Happel Stadion di Vienna per l’esordio nella fase a giorni in Europa League contro l’Austria Vienna, dove ci saranno sicuramente i cambi descritti precedentemente con probabili altre novità di uomini e schemi. Seguiranno partite di campionato ed E.L. con handicap più o meno abbordabili per la rosa rossonera, dove si spera già di vedere progressi nel gioco e nei risultati, ma tutti i tifosi rossoneri e non, sanno che il vero esame si chiamerà prima Roma in casa il 1 ottobre e poi due settimane dopo (nel mezzo gli impegni delle nazionali per Russia 2018) il derby con l’Inter. Tifosi, serve pazienza.

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