Roma e Di Francesco: chiedimi se sono felice

Pubblicato il autore: Mario Tommasini

La Roma di Di Francesco dopo il pareggio contro l’Atletico Madrid in Champions League e l’inizio del campionato. Certezze e perplessità, punti di forza e debolezza.

Siamo appena a settembre e la Roma di Di Francesco, perché da allenatore ora lo chiamino tutti DIFRA è un mistero, è già sotto processo.
Come succede nella recente versione della tifoseria della capitale, la Roma si discute, a volte parecchio, e non si ama solamente.

Roma – Atletico Madrid, ennesimo flop europeo?

Alla prima uscita in Champions League, la Roma da squadra numero 30 del ranking europeo, affronta l’Atletico Madrid, numero 2 e soprattutto finalista in due delle ultime tre edizioni. Partita altalenante, dea bendata benevola e un grande Allison ma anche una squadra che, nonostante sia abbastanza inesperta in campo internazionale e soprattutto in cerca di nuova identità, ha tenuto il campo più che dignitosamente. Squadre più collaudate e allenatori più esperti hanno fatto figure ben peggiori.

Di Francesco è un allenatore da Roma?

E proprio nel post partita riprende la questione allenatore tra i giallorossi: lo scorso anno lo sgradevole, mediaticamente parlando, Spalletti, spesso fastidioso; oggi Eusebio Di Francesco, l’anima da corsa della Roma Zemaniana prima versione, solare con una verbalità un po’ ciancicata ma tanta sincerità. Accomunati dal tema del ritorno, il buon Di Francesco torna senza fantasmi, rancori e fisime Spallettiniane.
Nonostante l’atteggiamento da ragazzo, Di Francesco ha finora l’unico torto di aver accettato tutte le scelte societarie, prima fra tutte il ridicolo ritiro di Pinzolo e i tour in giro per USA e Spagna.
Per il resto, è artefice con il ds Monchi della rivoluzione in positivo della società. Nessuna conferenza stampa al vetriolo, poca visibilità ed egocentrismo. Risultato: una serenità evidente negli atteggiamenti della società e dei giocatori.
La squadra sembra seguire Di Francesco o almeno provare a farlo. Le dichiarazioni di Dzeko riportate dai maggiori quotidiani sembrano tirate ad arte per destabilizzare un ambiente storicamente sensibile ma sono state smentite dallo stesso bosniaco poco dopo.

Moduli e condizione fisica

E allora va tutto bene? Purtroppo per la Roma no. Il gioco latita, le occasioni da gol sono poche e alcuni giocatori sembrano spaesati. Non a caso, non appena tornati con la difesa a 3, la Roma ha ritrovato compattezza nel finale di gara di ieri.
La cosa evidente è che sembra quasi che per magia si stanchino tutti dopo 60 minuti.
La questione sembra riconducibile al modulo, un 4-3-3 riadattato in qualche intransigenza ma pur sempre diverso dal 3-5-2 dello scorso anno. Nuovi movimenti e automatismi da trovare in una compagine spesso abituata alla palla lunga per Salah, ora in terra d’ Albione, stanno minando le energie nervose prima che fisiche dei giallorossi e soprattutto dei senatori della squadra, con De Rossi in testa.

De Rossi, capitan presente

“Smesso con Totti, neo dirigente della Roma, cominciamo con De Rossi?” direte voi.
In verità Capitan Presente é “core de Roma” e abnegazione alla causa ma come e più di altri appare in difficoltà. Sempre presente nelle finora tre partite ufficiali e anche in nazionale, ieri è sembrato stanco, preso in mezzo dai centrocampisti spagnoli in particolare da Saul. Non è stato sostituito probabilmente per tutelare, in una partita importante, il compagno che l’avrebbe dovuto sostituire. Poca fiducia o sostituti non all’altezza?

Mercato Schick o Under?

Il tema calciomercato è sempre di moda in casa giallorossa. La Roma ha terminato la campagna acquisti estiva 2017 con l’acquisto di Schick, ragazzone di belle speranze che si spera siano ripagate dai fatti. In controtendenza rispetto alle gestioni di Sabatini, la Roma, chiude con un avanzo di cassa di circa 20 mln di euro (fonte Transfermarkt), rinnovando la rosa pur sacrificando tre undicesimi della formazione titolare 2016/2017.
I conti tornano e torneranno soprattutto a gennaio, vista anche la riduzione del monte ingaggi ma la questione è se il valore dei nuovi sia in effetti da squadra di vertice. Gonalons è inspiegabilmente in naftalina, mai utilizzato, Pellegrini faccia pulita e pochi minuti, per non parlare di Under, speranza turca e nazionale che non vede mai la fascia. Il reparto infermeria è pieno come non mai, vedi anche Karsdorf, terzino comprato col ginocchio da operare. E l’oggetto misterioso Moreno, inserito in lista Champions, centrale di ruolo e titolare da terzino destro in nazionale messicana nelle ultime due partite per 90′, e non utilizzato o preso in considerazione neanche in estrema urgenza come contro l’Inter. Defrel e Kolarov di contro presenti all’appello e apparentemente insostituibili.
Insomma tanti interrogati, forse irrimediabilmente necessari se si è deciso di rifondare, troppi se si sperava nel salto verso il tricolore, ed una sola certezza: la Roma riparte coi suoi tifosi che sono tornati a riempire la curva sud senza rancori evidenti e la magica nel cuore.
“Allenatore, commercialista, operatore di mercato. ma di fare il tifoso ti sei dimenticato?”

Ritiro AS Roma, Pinzolo 2016

 

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