Esclusiva SN, Alan Tonetti: “Il Napoli ha un problema fisiologico. Bonucci al Milan? Non per soldi. E sul VAR…”

Pubblicato il autore: Antonio Battaglia Segui

Alan Tonetti, giornalista sportivo con un passato televisivo in Antenna 3 e Telelombardia e da inviato per il Corriere dello Sport e Il Giorno, ha rilasciato ai microfoni di Super News una interessante intervista riguardante vari temi di attualità sportiva. Ecco le sue parole:

Ciao Alan, partiamo dalla Serie A. Finalmente questo sembra essere il campionato di consacrazione per il Napoli: bel gioco, determinazione e risultati. Ma potrebbe esserci il rischio di una flessione nel girone di ritorno, causa impegni europei, a favore di una ottima Inter.
“La flessione del Napoli ci sarà, ma non a causa della Champions. Non credo che quest’ultima rientri negli obiettivi primari della squadra di Sarri. Il dato che preoccupa è piuttosto un altro: l’esilità dei 3 tenori in attacco. Come spiegarsi, ad esempio, il diverso rendimento di Callejon nel corso della stagione? In tal senso, con l’infortunio di Milik vengono a mancare ricambi “di peso” in attacco. L’Inter mi piace, ha mantenuto la rosa dello scorso anno e può contare su un ottimo allenatore come Spalletti. Arriverà sicuramente in alto.”

Allargando il discorso ai risultati convincenti di altre squadre come Lazio e Sampdoria, non credi che la tanto rimarcata differenza dei fatturati si noti di meno in questa Serie A?
No, è il contrario. Mentre una volta il campionato era diviso in 3 gerarchie – le “7 sorelle”, squadre di medio livello e quelle che lottavano per non retrocedere – da 15 anni a questa parte esiste un enorme divario tra le classiche 15 squadre di Serie A e quelle che arrivano dai campionati minori. Queste ultime, esempio scontato ne è il Benevento, non riescono quasi mai a fare risultato contro le grandi. Non è un caso.”

Invece, per poter arrivare in fondo alla Champions, i fatturati contano, eccome se contano: il PSG dei petrodollari può vincere il titolo europeo superando squadre storiche come Barcellona e Real Madrid?
“Indubbiamente, per arrivare in fondo alla Champions League una squadra deve avere almeno 18 giocatori di alto livello e ciò comporta enormi spese. E’ fondamentale, infatti, per la salute generale della squadra avere in rosa degli ottimi rincalzi che possano far rifiatare, di volta in volta, tutti i giocatori. In questo momento direi che il PSG, al contrario delle italiane, può fare la differenza.”

Approfondendo il discorso PSG, si può notare come oggi i calciatori diano più importanza ai soldi che alla fedeltà per una singola squadra: l’esempio lampante, in tal senso, è Bonucci. Come fare per inculcare la giusta mentalità nelle scuole calcio?
“A mio parere, tutti i calciatori sono normali ragazzi che provano gioia nel dare un calcio al pallone, i soldi non sono la loro priorità. Bisogna poi analizzare caso per caso: Bonucci, ad esempio, non è andato al Milan per guadagnare più soldi ma semplicemente perchè non riusciva più a tollerare l’ambiente dello spogliatoio juventino. Un altro famoso caso da analizzare è quello di Neymar, che ha preferito andare a Parigi solamente per non ridursi più al ruolo di “ombra” di Messi e quindi per avere la possibilità di vincere il Pallone d’oro. L’unica soluzione, in tal senso, è permettere ai bambini di giocare allo scopo di farli divertire.”

La nostra Nazionale di calcio deve passare dai playoff contro la Svezia per poter giocare il Mondiale: una situazione apocalittica se analizziamo la nostra storia piena di trionfi. E non dimentichiamoci che allenatori come Capello o Lippi preferiscono sedere sulla panchina di una squadra cinese piuttosto che su quella dell’Italia. Il nostro calcio sta davvero andando alla deriva?
“Probabilmente lo sbaglio più grosso della nostra Nazionale è stato quello di far giocare per troppo tempo i cosiddetti “vecchi” finendo per oscurare talenti in rampa di lancio. Penso, rispettivamente, alle situazioni di Pirlo e Verratti. In considerazione di un attuale stato di transizione tra la “vecchia” e “nuova” generazione, è forse ancora troppo presto per aspettarci vittorie importanti dalla Nazionale. Sono comunque convinto che riusciremo a battere la Svezia, da lì in poi al Mondiale vale ogni risultato.”

Concludiamo con un argomento molto “scottante”: l’introduzione nel calcio del VAR. E’ uno strumento utile oppure è preferibile accettare gli errori “umani” degli arbitri, che in questo modo sono privati del loro unico compito e ridotti ad autentici robot?
“Io sono favorevole all’utilizzo del VAR nel calcio, a patto che esso diventi simile al sistema utilizzato nel tennis con il famoso “occhio di falco”. A mio parere, ogni squadra dovrebbe avere la possibilità di chiedere, nel corso della partita, l’utilizzo della moviola in campo, limitandosi però ad un massimo di un reclamo per tempo. In questo modo, si sistemerebbero tante cose e non si verrebbero a creare futili polemiche.”

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