George Weah presidente della Liberia. Maldini: “Sarai un grande leader”

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui


Capita spesso che i calciatori, una volta finita la loro carriera agonistica, si lancino in una nuova avventura professionale o in politica. E’ il caso dell’ex attaccante del Milan, George Weah, Pallone d’oro 1995,  che ha vinto le elezioni presidenziali in Liberia, sua terra natia.

Il piccolo paese africano, si è fatto conoscere al mondo calcistico proprio grazie alle gesta sportive di questo fuoriclasse che faceva della forza fisica e sopratutto della velocità palla al piede la sua più grande forza. Fu il primo e unico giocatore non europeo a vincere il premio individuale calcistico più importante del Mondo. Per più di cinque anni il pubblico rossonero lo ha osannato, assistendo a gol memorabili, che sono rimasti nella storia del calcio mondiale, come quello con il Verona nel 1995. Con i suoi gol ha trascinato il Milan alla vittoria di due scudetti, tanto da meritarsi il soprannome di “King George”.

Immediate sono arrivate le congratulazioni degli ex compagni di squadra per il traguardo raggiunto. Paolo Maldini suo ex capitano si è complimentato via social :”ti faccio i miei più grandi e sinceri complimenti, mio caro amico sarai un grande leader, per il tuo paese. lo eri già quando ti ho conosciuto, sei stato un supporto, per me, la mia famiglia e sopratutto  per i nostri gloriosi colori”. Gli ha fatto eco Marcel Desally :”In bocca al lupo George, per la tua nuova avventura, come presidente della tua terra, viva lo sport e la democrazia”.

A portare in Italia il fuoriclasse africano fu Adriano Galliani che lo acquistò dopo le annate con il PSG, squadra che il Milan sconfisse nella semifinale della Champions ’95. King George fece dimenticare in fretta altri tre precedenti attaccanti che indossarono precedentemente il suo numero di maglia Daniele Massaro, Jean Pierre Papin, e sopratutto Marco Van Basten. In Serie A, l’ex numero 9 milanista, totalizzò 114 presenze e 46 gol con una media , tra i 10 e i 15 gol a stagione. Nel 2000, l’addio con destinazione Premier League. I rossoneri, nell’estate del 1999, dopo un tricolore conquistato in una rimonta che portò la sua indelebile impronta, avevano acquistato un altro giovane artista capace di far gol come pochi, un certo Andry Shevchenko, che conquistò gli stessi suoi trofei, ma anche quelli più pesanti.

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