Inter, Cordoba: “Calciopoli è stata una vergogna per tutti. Lo scudetto del 2002 lo abbiamo perso però…”

Pubblicato il autore: Giuseppe Segui

cordobaIvan Ramiro Cordoba , ex difensore centrale dell’Inter, ha partecipato all’Overtime Festival, in programma a Macerata dal 4 all’8 Ottobre, e ha rilasciato importanti dichiarazioni ai cronisti presenti all’evento. Il colombiano è stato uno degli eroi del Triplete 2010, ha militato nelle file nerazzurre come giocatore  dal 2000 al 2012 e ha lavorato successivamente  come team manager fino al 2014. Ecco alcuni estratti  della sua intervista rilasciata alla stampa:

Cosa pensi dell’Inter attuale e cosa manca rispetto a quella del 2010?
Sicuramente tante cose che non si possono cambiare da un giorno all’altro. Noi arrivavamo da un percorso lungo, poi dopo sette anni che non vincevamo avevamo una carica così forte da coinvolgere qualsiasi giocatore nuovo che arrivasse. Dopo Roberto Mancini la squadra per me era già pronta per vincere quello che abbiamo poi vinto. Ci vuole tanta esperienza e anche una società forte che ti faccia capire quanto è importante lottare e vincere per la gente che fa tanti sforzi per seguirci.
Mauro Icardi ha secondo te la personalità per fare il capitano dell’Inter?
Me lo auguro perchè lui ha una responasabilità molto grande addosso data dalla fascia. Penso che fare il calciatore è facile, nel senso che  devi concentrarti a giocare e divertirti. Il calciatore deve essere giudicato solo per quello che  fa in campo e, se è concentrato a fare il suo mestiere, la squadra rende sempre di più ed è più bello il messaggio che si può dare agli altri
Un giudizio su Mourinho e Mario Balotelli?
Jose Mourinho è arrivato dopo Mancini che aveva lottato per l’Inter in un momento molto duro. Il portoghese ha fatto la guerra con tutti, è uno che si è messo la maglia dell’Inter  e si è inventato anche cose che non esistono per fare andare l’attenzione degli altri da un’altra parte. Mario è un bravo ragazzo ma gli abbiamo dovuto far capire come ci si comporta con le buone e con le cattive. Quando lui è faccia a faccia, è come un bambino: buono, amico e ragazzo perbene. L’ambiente esterno lo ha fatto credere una star sin da subito e per questo non sarà mai il grandissimo calciatore che si pensava.
Il 5 maggio 2012 è ancora una ferita aperta nella sua testa?
 Ormai l’abbiamo dimenticata, ma ho un problema in testa e va rinfrescata la memoria. Noi non abbiamo vinto perchè non abbiamo avuto tutta quella carica che dovevamo avere ed era tutto nelle nostre mani, ma sono successi episodi strani. C’era nel frattempo Udinese-Juventus e quando senti che il mio ex compagno di nazionale, Gonzalo Martinez, viene da te dopo la partita e ti dice che senza nessun motivo quattro titolari della sua squadra sono stati mandati in tribuna… Non voglio dire il nome dell’allenatore, ma lo capite: c’è quell’episodio come tanti altri
Cosa pensi di Calciopoli?
Non voglio parlarne, poi va a finire che sembra che sia stata l’Inter ad aver scatenato una cosa così clamorosa, che sia stata colpevole di una tragedia nel calcio italiano. Quello che è successo in quegli anni deve essere una vergogna del calcio italiano, punto. Sapere  quello che hanno fatto quelle persone che gestivano il calcio italiano, che vai a vedere una partita e altri già sanno come va a finire, è una cosa che non esiste. Non bisogna dimenticarlo perchè altrimenti si torna a fare le stesse cose 

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