Italia – Macedonia 1-1. Gli azzurri deludono. Serve la svolta.

Pubblicato il autore: Andrea Medda Segui


Fischiata e a testa bassa. L’Italia esce mestamente dall’Olimpico di Torino dopo il pareggio contro la Macedonia. Il secondo posto nel girone è cosa fatta grazie alla Spagna che ha battuto l’Albania, ma per essere sicuri del play-off serve un punto contro la nazionale albanese allenata da Panucci nel match di lunedi sera. Potrebbe essere sufficiente anche la partita tra Bosnia e Belgio. Infatti qualora Dzeko e compagni non battessero la squadra di Mertens, gli azzurri sarebbero qualificati ancora prima di giocare.

La partita.

Ventura decide di affidarsi al 3 4 3, con Buffon Barzagli Bonucci e Chiellini in difesa, Darmian e Zappacosta sulle fasce e Gagliardini insieme a Parolo a centrocampo. In avanti il tridente composto dal napoletano Insigne con Immobile e l’esordiente Verdi. Dopo un avvio promettente  e al rapido scambio Insigne-Immobile-Insigne che porta il 10 azzurro alla conlcusione pericolossissima, l’Italia si ferma e si spegne. Serve un’inutizione di Insigne sul finire del primo tempo per arrivare al gol. Palla filtrante di “Lorenzo il Magnifico” per Immobile e assist a Chiellini che solo, davanti a Dimitrievski,  non può sbagliare. Pur non convincendo, con il guizzo allo scadere l’Italia va negli spogliatoi in vantaggio.
La ripresa inizia con Rugani al posto di Barzagli per un piccolo problema fisico. Gli azzurri proseguono nella loro prova opaca. Tanti errori. Poca corsa. Ancor meno idee. Ventura toglie i deludenti Verdi e Gagliardini ed inserisce Bernardeschi e Cristante. La musica non cambia, anzi la situazione peggiora. Minuto ’77: buco difensivo nella zona teoricamente presidiata da Chiellini e Bonucci, Trajkovski ne approfitta e punisce Buffon con un diagonale preciso.
È 1-1. Lo stadio mormora. Partono i primi sonori fischi agli azzurri. L’Italia cerca di reagire, Bonucci diventa centravanti alla ricerca del gol vittoria. Ma è pura illusione. Le idee mancano e la partita termina con un pareggio.

potrebbe interessarti ancheSarri, è addio con il Chelsea? Dall’Inghilterra: “Torna in Italia”

Le reazioni post gara.

Il pubblico di Torino, che già durante i novanta minuti di gioco si era fatto sentire, protesta a suon di fischi. Tra i più beccati dalla tifoseria c’è Bonucci incappato in un’altra prestazione sotto tono dopo quelle con la maglia del Milan. Sotto accusa però ci finisce tutto il reparto difensivo non esente da colpe sul gol macedone. Deludenti anche Verdi e Gagliardini. Troppi errori per il centrocampista nerazzurro non aiutato dal compagno di reparto Parolo.
“Così non si va al mondiale”, queste le parole, dure, del CT Ventura in conferenza stampa secondo cui recuperando qualche elemento si potrà tornare a vedere un gioco migliore e risultati decisamente diversi. La senzazione però è che a questa Italia manchi qualcosa non solo dal punto di vista degli uomini ma soprattutto da quello mentale. Sembra ancora fresco il k.o. con la Spagna nello scontro diretto.

potrebbe interessarti ancheLippi: “La Juventus aspetta la fine di tutte le competizioni europee per il prossimo allenatore”

Cosa serve agli azzurri ?

Con il secondo posto nel girone matematicamente raggiunto, agli azzurri manca ancora l’ufficialità di essere al play-off. Se la Bosnia di Dzeko non dovessere battere il Belgio nel match di sabato alle 18, allora l’Italia sarebbe qualificata ancor prima di disputare la partita contro l’Albania lunedi sera. Ma aldilà di un play-off che sembra quasi cosa formale, la nazionale italiana ha dimostrato di non essere all’altezza delle più forti squadre europee.
La formazione scesa in campo contro la Macedonia, se pur orfana di De Rossi, Verratti e Belotti su tutti, ha dimostrato di non essere pronta. La difesa ha vacillato confermando il momento no del milanista Bonucci. Gagliardini e Parolo, abituati più a “distruggere” che a creare, non sono stati in grado di dare un gioco alla squadra. L’esordiente Verdi ha vagato per il campo senza mai superare l’uomo. Immobile, implacabile in campionato, non ha effettuato neppure un tiro verso la porta macedone.
La verità è che a questa squadra non si poteva chiedere molto di più. Questi giocatori sono dei buoni elementi ma manca il campione che cambia il match e decide le partite. I senatori non sembrano in grado di aiutare i giovani a crescere. Eppure qualche ottimo prospetto sembra essere pronto a spiccare il volo.

Barella e Balotelli.

Il centrocampo a due, tanto caro a Ventura, non ha mai convinto del tutto. Anche con i titolarissimi De Rossi e Verratti l’Italia ha sempre trovato difficoltà a far suo questo modo di giocare. Con le assenze forzate dei titolari sono scesi in campo Parolo e Gagliardini che nonostante la buona volontà non sono stati tecnicamente in grado di far girare la squadra. Ha fatto il suo esordio tra i convocati Nicolò Barella e potrebbe essere lui la risposta a questo problema in casa azzurra. Il centrocampista cagliaritano classe ’97 si è messo in mostra nelle ultime stagioni con la maglia del Cagliari. Adatto sia a costruire che a spezzare il gioco avversario. Ha doti tecniche e fisiche e può fare la differenza.
Capitolo diverso per il reparto offensivo. Immobile e Belotti non si discutono: giocano per la squadra, segnano ma spesso non riescono a fare la differenza. Manca il campione.
Mario Balotelli.
Sì, ancora Super Mario. A Nizza ha ritrovato una certa continuità di gioco e di prestazioni. Potrebbe essere la chiave per migliorare anche il gioco degli esterni d’attacco Insigne e Candreva che troverebbero un bomber in grado di difendere la palla come pochi sanno fare e soprattutto capace di servirli negli inserimenti in proiezione offensiva.

notizie sul temaDybala verso l’Atletico Madrid, sostituirà GriezmannLa volata Champions. Vincere per arrivare fino in fondoTrapattoni vs Byron Moreno, lo scontro impari tra un titano del calcio e un ex carcerato
  •   
  •  
  •  
  •