L’Argentina esalta Messi dopo la tripletta all’Ecuador, che rivincita per la Pulga

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

Qualificazioni Mondiali Sudamerica

Insieme a Cristiano Ronaldo, è il giocatore più forte e amato del Mondo, ed era chiamato a dimostrarlo in nazionale, dove è spesso accusato di discontinuità. Leo Messi, nella notte italiana ha zittito tutti i suoi detrattori, e ha fatto sognare una nazione intera! La “Pulce” ha letteralmente distrutto l’Ecuador con una tripletta pesantissima, che ha dato all’Argentina la qualificazione diretta per i prossimi mondiali di calcio, in Russia, conseguentemente il quarto posto, nell’ultima giornata del lungo e appassionante girone eliminatorio Sudamericano. Allo stadio “Atahualpa” di Quito, per l’albiceleste era la partita più importante della sua storia recente, che in caso di risultato non positivo, avrebbe scatenato un vero e proprio dramma sportivo, e la mancanza di una nazionale conosciuta, amatissima, e titolata, dalla rassegna mondiale. Invece il suo nuovo re, l’ha presa per mano, salvandola in extremis, e trasformandosi nel giocatore che tutti conosciamo al Barcellona.
L’1-3, è inequivocabile e pesante, trasformando una squadra impaurita, in una macchina da guerra, pur con le incognite di una partita “chiave” giocata in altura, a quasi 3.000 metri, e contro una nazionale, già eliminata che non aveva nulla da perdere,e che si era sempre qualificata alla rassegna continentale, da Corea e Giappone 2002, in avanti. La stampa argentina celebra la straordinaria partita del suo numero 10, il quotidiano sportivo Olé titola :”Grazie mille, al giocatore più forte del Mondo, per questa tripletta, andiamo in Russia, Messi è Argentino!!! il giornale con quest’ultima frase, ha voluto stoppare ogni critica, rivolta al giocatore almeno per una notte, e a chi sospettava che dopo partite incolori, la “pulga” fosse tutt’altro che Argentino. Il Clarin gli fa eco :”Partita epica, ha preso per mano il suo paese, in un momento molto delicato.”

Una bella rivincita, sopratutto, per l’uomo Messi, sempre al centro di polemiche feroci e infuocate nel bene e nel male, ma il popolo argentino, è diverso dalla città catalana, da lui si aspetta sempre, che imiti Diego Armando Maradona, in prodezze, ma sopratutto vittorie, che tranne per un mondiale under 20, e per un oro olimpico, con il proprio paese, non sono certo paragonabili a quelle con il barça o alle imprese del “pibe de oro” che un mondiale lo vinse, guidando in campo una squadra, che non era certo piena di stelle affermate come adesso, salvo per un paio di elementi. Messi, ha già disputato tre mondiali a soli 31 anni, e si appresta a disputare il quarto, se sarà l’ultimo della sua carriera, sarà il diretto interessato a deciderlo. Si è quasi sempre fermato ai quarti di finale, contro la “bestia nera” Germania, una delle poche della sua carriera, ma per la storia della “seleccsion” i tedeschi sono un’ossessione mondiale che dura da 27 anni. Nel 2014, in Brasile Messi era ad un passo, dal celebrare l’acuto in nazionale, proprio contro i tedeschi, ma non incise proprio in finale, con l’Argentina ko, sul più bello nel remake della finale di Italia 90′,  fu aspramente criticato, dalla stampa ed ebbe dei presunti malesseri in campo, forse per troppa ansia e tensione. Non deve essere stato facile per lui, nemmeno vivere quest’ultimo mese di turbamenti, con il suo paese a rischio qualificazione, che gli ha chiesto una mano gigante  ora però, ha un’altra possibilità di conquistare l’unico trofeo, che davvero gli manca, e con questa “batteria” di fuoriclasse, sognare è lecito, sopratutto dopo la serata da incorniciare a Quito, e se la “pulce” è questa, per gli avversari, non c’è da stare tranquilli.

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