Spagna, Sergio Ramos provoca Piquè sull’indipendenza della Catalogna (FOTO)

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Nonostante la qualificazione già ottenuta e a una vittoria dal primato nel girone, il clima in casa Spagna sembra però teso. Questo perchè con il referendum di domenica dell’indipendenza della Cataluna sono venuti fuori i vari valori indipendentisti. I tifosi della “Roja“, come già accaduto in passato, si sono scagliati contro Piquè, indipendentista convinto, tanto che una parte della stampa spagnola ha pensato ad un suo addio alla nazionale. La miccia l’ha accesa Sergio Ramos che ha postato infatti una ‘Instragram Stories’ in cui appare con le maglie di club e nazionale e sullo sfondo si vede una cartina della Spagna con i colori della bandiera nazionale, il tutto accompagnato dalla scritta “Sergio Ramos, il capitano”.

Gerard Piquè dovrebbe partecipare al mondiale del 2018 e indosserà sempre la maglia delle Furie Rosse se non ci saranno cambiamenti dovuti sempre al referendum di domenica scorsa. Seconda la stampa spagnola, in particolare secondo “Marca”, il difensore del Barça non ha nessuna intenzione di rinunciare alla nazione prima della coppa del Mondo in programma a giugno in Russia. Nonostante i fischi e gli insulti presi durante l’allenamento di lunedì scorso, la posizione di Piquè rimane la stessa: “Finché, mi chiameranno sarà orgoglioso di giocare con la Spagna”, ha detto il difensore catalano che domenica ha partecipato con il suo voto al referendum per l’indipendenza della Catalogna.

Anche il commissario tecnico Lopetegui e la Federazione non hanno intenzione di rinunciare al giocatore chiave e persino esponente del governo è sceso in campo per difendere il centrale del Barcellona: “Può pensare ciò che vuole, c’è chi non condivide, ma quando indossa la maglia della Spagna Piquè ci mette sempre l’anima“, ha dichiarato il ministro Inigo Mendez De Vigo, chiedendo ai tifosi delle “Furie Rosse” di non fischiare il giocatore.  Tra i calciatori il clima sembra più calato e si pensa all’Albania. Koke, infatti, rassicura che lo spogliatoio pensa solo alla squadra albanese, mentre Thiago Alcantara indica la strada: “Noi dobbiamo giocare a calcio, non parliamo di politica. Le opinioni personali ognuno di noi le lascia a casa“. E il presidente della Federcalcio Laprea smentisce le voci sull’addio di Piquè: “Rimarrà con noi, questo è un gruppo unito“.

Con l’indipendenza catalana la Liga potrebbe indebolirsi. Non ci sarebbe il clasico tra Barcellona e Real Madrid. Ma indebolita soprattutto sarebbe la nazionale, che senza i catalani sarebbe difficile vincere un Mondiale e un Europeo tra il 2008 e il 2012. La nazionale catalana, in realtà, esiste già. Fece il suo debutto nel lontano 1904 e dopo un lungo periodo di oblio è tornata in vita. Da dicembre 1997, ogni anno, nel periodo natalizio i migliori giocatori nati in Catalogna si riuniscono per sfidare in amichevole un’altra nazionale, anche non riconosciuta dalla FIFA, come quella dei Paesi Bassi. Dal 2009 al 2013 ad allenarli c’era Johan Cruijiff, che chiamò suo figlio Jordi in onore di San Giorgio, patrono della Catalogna. L’ultima amichevole risale al Dicembre 2016, quando capitan Xavi guidò i suoi contro la Tunisia: dopo il 3-3- dei tempi regolamentari, la Nazionale nordafricana prevalse ai rigori.

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •