Italia-Svezia, Boninsegna consiglia Ventura: “Troppi cambi possono far male”

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

Italia

L’attesa è agli sgoccioli. Questa sera Italia-Svezia scenderanno in campo per l’ultimo atto delle qualificazioni ai prossimi Mondiali di Russia 2018.

Si parla ormai da giorni della pochezza di questa Italia: troppo piccola in confronto ad una Svezia che tra provocazioni e minimo sforzo si è portata a casa l’intero bottino. Da venerdì sera, a partire dagli istanti immediatamente successivi alla sfida persa in terra scandinava, hanno parlato in tanti, tra i quali si segnalano coloro che hanno fornito aneddoti e suggerimenti al commissario tecnico Gian Piero Ventura, finito sulla graticola ora come non mai.

Ultimo in ordine temporale a dare manforte al tecnico della Nazionale è Roberto Boninsegna, ex attaccante degli anni Sessanta/Settanta, tra le altre di CagliariJuventus ed Inter. Con la Nazionale, Boninsegna è stato vicecampione del mondoMessico 1970 in cui l’Italia si arrese in finale al Brasile di Pelé, vittorioso per 4-1.

Intervenuto ai microfoni di “Radio anch’io sport“, l’ex centravanti dell’Italia, riguardo Svezia-Italia, ha affermato: “Troppi cambi possono fare male“. Un chiaro consiglio rivolto al tecnico azzurro Gian Piero Ventura in vista della partita di questa sera con la Svezia. Dall’alto della sua esperienza con la maglia della Nazionale, Boninsegna sottolinea anche come “è logico cambiare formazione, dopo quanto visto in Svezia, ma – continua – cambiare troppo non mi sembra esatto. Ci vuole anche affiatamento fra i giocatori, questi già giocano poco assieme…. Speriamo bene

In conclusione l’ex vicecampione del mondo ritiene che “cambiare troppo non significa indovinarci. Jorginho è il sostituto di Verratti, che non può giocare, – aggiunge l’ex attaccante dell‘Italiaperciò lui o un altro doveva esserci. De Rossi è vero che non sta attraversando un buon momento, ma io l’avrei messo in campo, per cambiarlo dopo se non funziona». Infine il vecchio “Bonimba”, come era soprannominato quando giocava, non si stupisce delle critiche nei confronti di Ventura. Infatti afferma che “quando mancano i risultati, qualcuno deve prendersi la colpa“.

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