Italia, Malagò: “Fossi in Tavecchio mi dimetterei. Buffon? Lo ringrazio per tutto”

Pubblicato il autore: William Truppi Segui
Giovanni Malagò, Presidente del CONI

Giovanni Malagò, Presidente del CONI

La disfatta della Nazionale Italiana ha segnato in maniera spietata tutto lo sport italiano, ponendo finalmente l’attenzione su tutte quelle problematiche che affligono pesantemente il nostro paese e che, ad oggi, difficilmente possono godere di una soluzione in breve tempo. Problematiche che partono dalla scarsa programmaticità dei piani federali, fino alla ben ovvia carenza di strutture e di talenti “puro sangue”.
L’ennesima voce che ha riecheggiato, nella marea di dichiarazioni post-eliminazione da parte della Svezia, è quella di Giovanni Malagò, presidente del CONI e quindi massimo esponente e rappresentante dello sport italiano. Malagò ha apostrofato l’incubo di San Siro come una “triste serata sportiva”, smorzando un po’ i termini rispetto a coloro che inneggiavano ad una “apocalisse” su tutti i fronti, ma rilasciando importantissime considerazioni personali sulla figura di Carlo Tavecchio, presidente della FIGC: “Siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati. Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc ma se fossi in lui mi dimetterei”.

Malagò ha poi proseguito l’intervista parlando di un possbile commissariamento della FIGCcon relativa esclusione totale dei suoi vertici: “Oggettivamente in Figc non ci sono gli strumenti procedurali per procedere. Un uomo di istituzioni deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buonsenso con quelle che sono le norme. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono”.
Il presidente ha poi aggiunto: “C’è un altro discorso non scritto che riguarda invece la sfera delle competenze e responsabilità oggettive, che sono sotto gli occhi di tutti. Non succedeva dal 1958 che l’Italia non si qualificava a un Mondiale e va detto pure che allora ci andavano 16 squadre e invece oggi c’erano più possibilità. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati”.

Malagò ha poi spostato la sua attenzione sull’attuale status del CT Ventura e di un probabile esonero:Il problema non è solo Ventura e le sue dimissioni. Come sanno bene in Figc, mi sento di dire che l’inizio del suo progetto era legato a un’altra filiera di carattere tecnico che prevedeva un ruolo significativo di Lippi che poi non è più andato a buon fine. Probabilmente nell’impostazione del ruolo di Ventura, che poi è diventato responsabile di tutte le squadre nazionali, c’è stata una valutazione sbagliata. Purtroppo è stata una scommessa persa. Malagò, inoltre, ha aggiunto una sua considerazione sul destino dell’ex allenatore del Torino: “Di fatto sembra che il suo contratto sarebbe stato rinnovato solo esclusivamente in caso di qualificazione dell’Italia al Mondiale. Siamo a fine novembre e presumo che questo contratto ci sia ancora per qualche mese, la sostanza quindi cambia poco. Di fatto Ventura non ha il rinnovo. Che si dimetta oggi, o fra un mese cambia poco. Mi sembra che su Ventura gli elementi sono acclarati”.

Il numero uno del CONI ha poi voluto esprime personale ringraziamento per Gigi Buffon, alla sua ultima apparizione con la maglia della Nazionale: Vorrei ringraziare Buffon perché ieri ci ha messo la faccia. Il suo grido di dolore non era solo per il fatto di non essere il primo giocatore della storia a disputare sei mondiali, ma sentiva il peso della sconfitta per i giovani e per tutto il Paese. Con lui ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato grandi soddisfazioni”.

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