“La 12” perde un leader: ucciso “l’Orso” Pereyra, capo ultrà del Boca Juniors

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui


Scosso il popolo Xeneizes, è stato ucciso Gustavo Pereyra, per tutti “el Oso” (“l’Orso”).
A 49 anni, è stato assassinato a sangue freddo uno degli elementi di maggiore importanza ed influenza all’interno della curva del Boca Juniors, a casa sua, a Claypole, periferia sud di Buenos Aires, con otto colpi di pistola, davanti agli occhi della madre.

Sarebbe stata proprio lei, secondo le ricostruzioni, ad aprire ingenuamente la porta all’uomo che avrebbe poi giustiziato, dopo un acceso diverbio, Gustavo Pereyra, uno degli esponenti principali del movimento “Barras Bravas”, storico gruppo ultrà del Boca Juniors. Il Killer, ha lasciato la casa subito dopo, abbandonando il corpo agonizzante di Gustavo Pereyra, a nulla è servito il tempestivo intervento dei soccorsi, troppo gravi le ferite riportate per potergli salvare la vita, vita persa poco dopo l’arrivo in ospedale.

La Bombonera, da cui era stato bandito per diversi episodi di violenza, che lo hanno portato anche a trascorrere giorni in carcere, dovrà rinunciare definitivamente, ad uno dei più importanti supporter del Boca Juniors che, nel suo passato, aveva anche lavorato come guardia del corpo del pugile argentino, ex campione del mondo di pesi piuma, Rodrigo “la Hiena” Barrios e, nell’ultimo periodo come custode per una società di sicurezza privata.

Le origini dell’omicidio e le cause che hanno portato alla morte di Gustavo “el Oso” Pereyra, al momento, sono ancora sconosciute, anche se, da quanto trapela nelle ultime ore, alla base dell’assassinio ci sarebbero divergenze legate al traffico di droga, pista, su cui stanno lavorando le forze dell’ordine Argentine.

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