Mondiale 2018: l’Italia è fuori. Toccato il punto più basso della nostra storia calcistica

Pubblicato il autore: Carlo Servadei Segui


L’Italia è fuori dal Mondiale di Russia. Gli azzurri non sono riusciti a ribaltare il risultato dell’1-0 dell’andata in Svezia. (il palo di Darmian grida ancora vendetta) Un San Siro completamente sold- out e con una coreografia da brividi ha accompagnato la Nazionale per tutti i 90 minuti in cui ha messo tutto quello che poteva in campo per poter accedere al Mondiale senza riuscirci.
Una partita che come molti si aspettavano si è svolta con l‘Italia in attacco sebbene con molta confusione e una Svezia tutta arroccata in difesa, con il solo scopo di difendere e partire in contropiede, sfruttando anche la fisicità dei propri giocatori per contrastare la difesa azzurra.

L’Italia parte e nel primo tempo è sfortunata con Candreva che da pochi passi spara alto ed un segnale. Buona la prova di Florenzi che con una giocata si libera dall’avversario e tenta la conclusione personale, ma l’occasione più ghiotta del primo tempo capita sui piedi di Immobile servito da Jorginho che serve in profondità l’attaccante della Lazio che si gira e tira di prima intenzione ma la palla viene deviata quanto basta per annullarne la pericolosità. Ci sarebbe anche un rigore per l’Italia ai danni di Parolo che l’arbitro giudica regolare (errore gravissimo)

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Un primo tempo che termina sullo 0-0 ma che fan ben sperare nel secondo tempo. L’Italia scende in campo con la stessa voglia del primo ma gli errori tecnici cominciano ad essere un po’ troppi e la Svezia comincia a giocare col suo modo rude e falloso.
I minuti passano, forza e fiducia continuano a diminuire ed è l’ora dei cambi. Dentro El Shaarawy e Belotti per dare freschezza e potenza in attacco ed è proprio sui piedi del Faraone che capita l’occasione migliore con un gran destro che il portiere svedese devia con non troppa fatica.
Ventura si gioca il tutto per tutto con dentro Bernardeschi ma il risultato non cambia. Fino al 90° sarà tutta una serie di lanci lunghi ed errori che porteranno l’Italia, purtroppo per noi a non partecipare al Mondiale. Una sconfitta, un’eliminazione che fa male e non solo nella singola partita in se. Questa sconfitta rappresenta la sconfitta di tutto il movimento del calcio Italiano. Un tragedia sportiva di tale portata non accadeva da ben 60 anni. Adesso c’è spazio solo per le lacrime e l’amarezza per non aver centrato un obbiettivo.

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Qualcuno in Federazione dovrà riflettere e saggiamente lasciare il posto a qualcun altro che sia competente in materia e nelle scelte. L’Italia calcistica merita altro e forse aver toccato oggi il fondo era l’unico modo per dare inizio ad una vera e propria rivoluzione in campo con un mini-cambio generazionale e in Federazione con ruoli ben precisi e con le persone adatte.
Dispiace che per vedere qualcosa di buono si debba arrivare a tanto, eppure a volte fallire è un’occasione per permettersi di migliorare e di rialzarsi .
Dispiace sopratutto per Buffon che non avrà la possibilità di partecipare ad un altro Mondiale visto il ritiro a fine stagione e fra tutti se c’era uno che se lo meritava questo Mondiale era proprio il Portierone Azzurro.
Ora sfoghiamo la rabbia ma domani è già tempo di rialzarsi e programmare il futuro con una Nazionale più forte ma sopratutto vincente.

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