Se l’Italia non va ai Mondiali 2018, ecco come rinascere dalla disfatta

Pubblicato il autore: Carlo Servadei Segui


Lunedì è il giorno decisivo. A San Siro scenderà in campo la Nazionale Italiana contro la Svezia, nella gara di ritorno del play-off per l’accesso al Mondiale in Russia 2018. Gara da dentro o fuori e con l’ 1-0 come risultato da ribaltare. Serve una vera e propria impresa.
L’Italia non può sbagliare. È obbligata a non sbagliare perché ai Mondiali bisogna andare senza se e senza ma. Quello che succederà dopo nel torneo si vedrà ma in Russia bisogna andarci ad ogni costo.
La Nazionale Italiana ha sul petto quattro stelle, quattro mondiali, ed è a questo che devono pensare i giocatori. Giocare con orgoglio, fierezza di essere Italiani ma sopratutto giocare con cuore, perché per la maglia che rappresenta il tuo paese, la tua seconda pelle si gioca col cuore per superare l’ostacolo.
Le pesanti critiche piovute addosso agli Azzurri (giocatori, staff, allenatore e Federazione) sono giuste e non esagerate. Solo un anno fa agli Europei abbiamo ritrovato una vera squadra e sognato la possibilità di poterlo vincere. Ad oggi invece ci ritroviamo a guardare una Nazionale che gioca malissimo, con risultati e gioco imbarazzanti contro avversari di poca cosa (tolta ovviamente l’inarrivabile Spagna) che sono riusciti a batterci o pareggiare.
Sul campo le colpe sono sopratutto dell’allenatore che non è riuscito a trasmettere nulla se non una confusione oltre che mentale anche tattica, cambiando modulo ad ogni incontro e snaturando qualche calciatore facendolo giocare in un ruolo non suo.

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Se non dovessimo andare al Mondiale si raggiungerebbe il punto più basso nella storia del nostro calcio.
Un evento simile che per quanto tragico, potrebbe rappresentare l’opportunità perfetta per fare un po’ di piazza pulita non solo in campo ma anche di chi si siede comodamente in poltrona in Federazione prendendo decisione scellerate, senza senso, con zero competenza, legati alla loro posizione e non inclini ad alcun tipo di riforma.
Il Calcio Italiano ha bisogno di un evento del genere purtroppo per rinascere dalle proprie ceneri e per farlo è necessario il fallimento che possa fare tabula rasa su tutti e non solo qualche testa o un solo capo espiatorio.
C’è bisogno di cambiamento, di una riforma vera e propria per poter rivitalizzare questo sport in cui abbiamo sempre fatto parte di “quelli più bravi”
Servono nuove regole, bisogna investire nei settori giovanili, sugli italiani, affinché si possano trovare dei talenti da far crescere e maturare fino a farlo esplodere in maglia azzurra e non mandarli per anni in giro.
Bisogna cambiare la mentalità di fare calcio, svecchiare il sistema, migliorare e rinnovare le strutture per far si che si cresca tutti insieme in ogni categoria, dalla A alla B passando per la Lega Pro fino alla serie D.

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Questi sono i punti che da un po’ alcune società in Lega stanno battagliando e non sono lontani dalla realtà che possano realizzarsi. Manca un giorno all’ora X e scopriremo il destino della Nazionale. Se perderemo, agiremo, se vinceremo andremo in Russia con i soliti problemi che andranno risolti ugualmente.
Al Mondiale dobbiamo andarci. San Siro sarà caldo e darà sicuramente una spinta alla squadra. Siamo L’Italia.

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