Borussia Dortmund, l’analisi della crisi giallonera

Pubblicato il autore: Danilo Servadei Segui

Doveva essere una grande stagione per il Borussia Dortmund eppure le cose, dopo un buon inizio, stanno peggiorando in modo vertiginoso. L’avvento di Peter Bosz sulla panchina giallonera al posto di Thomas Tuchel avrebbe dovuto portare un salto di qualità dopo il faticoso terzo posto ottenuto lo scorso anno ed invece la stagione rischia d essere un’altra di quelle da dimenticare con l’ex Ajax che pare stare perdendo il controllo dello spogliatoio. Le colpe, però, non sono solo dell’allenatore, ma anche della dirigenza che non ha saputo rinnovare in modo adeguato la squadra e facendo un mercato che ha lasciato abbastanza perplessi i tifosi. Andiamo a vedere più nel dettaglio tutti i motivi della crisi giallonera.

Partiamo proprio dal mercato. In estate, il Borussia ha dovuto cedere alle pressioni di Ousmane Dembelé che si è accasato al Barcellona per 105 milioni di euro, incasso davvero da record per il club tedesco che, tuttavia, ha speso male il tesoretto andando ad acquistare il ventottenne ucraino Andriy Yarmolenko per circa 30 milioni, una cifra davvero esagerata per un giocatore mai uscito dall’Ucraina, seppur con esperienza europea. Il compito di Yarmolenko era di non far rimpiangere Dembelé, ma l’ucraino si sta dimostrando troppo discontinuo ed ha segnato soltanto tre reti in questa stagione. Altro acquisto evitabile era sicuramente quello difensore Toljan dall’Hoffenheim per sette milioni che, con i gialloneri, ha collezionato solo sei presenze e che sta trovando pochissimo spazio nella mente di Bosz, ma allora perché andarlo ad acquistare per poi sbatterlo in tribuna? Del mercato giallonero si salva solo l’attaccante Maximilian Philipp, arrivato dal Friburgo per 20 milioni e Dahoud, arrivato per 12 milioni dall’altro Borussia, il Moenchengladbach. In ultimo, arrivato per la stessa cifra di Dahoud, Toprak che sta vivendo una stagione piena di alti e bassi rispetto a quelle passate al Leverkusen anche se, va detto, non può essere considerato un vero top player.

Avrà anche segnato undici gol, ma un altro problema per il Borussia Dortmund è Pierre-Emerick Aubameyang. Inseguito a lungo dal Milan durante l’estate, il gabonese decise poi di rimanere in giallonero. Lo scorso mese, però, il calciatore fu escluso dalla rosa per un match per motivi disciplinari (si presentò mezz’ora più tardi all’allenamento) e da allora il rapporto con la società e con Bosz si è incrinato. In campo, Aubameyang segna ma è anche molto nervoso e nel derby contro lo Schalke 04 si è fatto addirittura espellere per doppio giallo, aprendo di fatto la rimonta degli uomini di Tedesco. Insomma, Aubameyang non sembra più tanto felice in quel di Dortmund e si sta riaprendo concretamente la pista che porterebbe il gabonese in Italia, precisamente al Milan che vorrebbe regalarsi una punta di peso per poter risalire la china. Per Aubameyang sarebbe un ritorno a Milanello, dato che prima di entrar a far parte del St. Etienne, era un giocatore della primavera rossonera. Tuttavia Bosz, nonostante questi screzi, nella conferenza stampa si è augurato che il giocatore non vada via e trovi la forza di resistere agli assalti rossoneri e a quelli che arrivano da Madrid, dove il Real sta cercando rinforzi in attacco.

Sul campo, invece, il problema è in difesa. Il Dortmund è il miglior attacco del campionato insieme al Bayern con 34 gol segnati, ma sono ben 21 i gol subiti, di cui ben quattro subiti nel derby. Ad eccezione della sfida contro il Magdeburgo di DFB Pokal, i gialloneri prendono gol da Settembre, Champions League compresa, un dato davvero spaventoso per un top club. Al momento, il Borussia Dortmund è sesto in campionato e la vittoria manca da otto gare (l’ultima a Settembre contro l’Augusta), con Bosz che ha conquistato solo 3 punti nelle ultime sette ed ora rischia grosso. L’ex allenatore dell’Ajax, dopo il fallimento in Champions League, deve risollevare il club ed evitare figuracce in Europa League, ammesso che arrivi a disputarla poiché, al momento, è difficile pensare che possa resistere fino a Febbraio, quando inizieranno i sedicesimi di finale. La sensazione è che sia la gara di Champions contro il Real Madrid, ma anche e soprattutto la sfida contro il Werder Brema di sabato, saranno decisive per il futuro del tecnico.

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