Gli arbitri perché non spiegano gli errori del Var?

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui


Da quest’anno, il campionato di Serie A è “tutelato” dalla protezione del o della Var,  richiamare l’attenzione del direttore di gara che dirige la partita in campo in casi particolari come un rigore non dato, un gol in fuorigioco o altre decisioni dubbie. Dopo 17 giornate si può dire che il risultato è stato alquanto soddisfacente con critiche diminuite nei confronti degli arbitri ma che, tuttavia, ci sono sempre.

Le solite punzecchiature tra società sempre vincenti (vedi Juve) o altre che da anni volevano un cambiamento su decenni di clamorose sviste, volenterose, pilotate non lo sapremo mai. Ma un ulteriore cambiamento ci vorrebbe:  Perché gli arbitri non possono spiegare i loro errori dinanzi a telecamere o giornalisti? Ora che il Var, potrebbe smascherare maggiormente le loro distrazioni, sarebbe ulteriormente logico se potessero chiarire dinanzi ai tifosi e agli appassionati di calcio il perché dei loro errori. Un esempio? Ieri, durante Sampdoria-Sassuolo, Torreira, centrocampista dei doriani, dopo il rigore di Politano respinto da Viviano, ha compiuto anche lui una parata da terra. E il Var? Era andata via la corrente? L’arbitro dormiva? Ci sono ancora difetti da mettere a posto. Peraltro non si è ancora sopita l’eco dei maldestri errori di Giacomelli in Lazio-Torino. Ecco, sarebbe il caso che, finalmente, gli arbitri si assumessero pienamente le loro responsabilità per un ulteriore cambiamento epocale, il quale non può non giovare al nostro calcio.

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