Il Napoli non va e Sarri sta perdendo la pazienza

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

“Houston abbiamo un problema” verrebbe da dire. Serve una scialuppa di salvataggio, un’ancora a cui aggrapparsi in un momento che nessuno si sarebbe aspettato in casa Napoli.
E la cosa che fa riflettere maggiormente è che qui il problema è colui che finora è sempre stato la soluzione al problema: a Maurizio Sarri, insomma,  stanno un pò saltando i cinque minuti, l’ignoranza di chi ha fatto la gavetta e non si è guadagnato la panchina perchè era un bravo calciatore sta venendo fuori, e il nervo sembra molto scoperto.

Sarri la scorsa stagione ha trasformato l’infortunio di Milik in una grande occasione per Mertens in un trio di nanetti spettacolare: tutto è andato bene, gol a grappoli, prestazioni super ripetute anche durante la prima parte di campionato. Fino all’ultimo mese però: il mese horribilis del Napoli in cui non solo è arrivata la batosta della sconfitta interna con la Juve, ma anche l’eliminazione dalla Champions, dove qualcuno addirittura la vedeva anche come possibile sorpresa del torneo. Come sempre l’imputato principale è uno solo: Sarri.
Fare l’allenatore in Italia non è semplice: siamo tutti mister, siamo tutti profeti della formazione perfetta e convinti di riuscire sempre a far meglio di chi ha fallito.
Parliamoci chiaro però Maurizio: da un lato bisogna ammettere che ADL non le ha regalato tantissime alternative ad inizio anno di fronte a ipotetici infortuni, ma pure lei mister…le seconde linee con lo Shaktar e i titolari in casa col Benevento? 

L’infortunio di Ghoulam ha fatto un danno spaventoso al gioco di Sarri: l’azione partiva per lo più dalla sinistra e l’algerino, oltre ad essere veloce in fase difensiva, era un attaccante aggiunto perfettamente in simbiosi con Insigne e Hamsik. Ne Mario Rui ne Maggio lo possono sostituire, ma neanche minimamente: serve un terzino forte o si rischia di perdere il treno dei sogni. Strinic lo era, ma è stato venduto fin troppo facilmente. Così come Duvan Zapata: mai considerato dagli azzurri e decisivo prima a Udine e ora a Genova con la Samp. Ok, l’infortunio di Milik non era preventivabile, ma se si pensa che il polacco in nazionale gioca nel ruolo di Callejon perchè non considerare il colombiano come valida alternativa a Mertens?
A Napoli ci si disfa in fretta dei buoni giocatori e le riserve sono destinate ad essere tali per buona parte dell’anno: giocano sempre gli stessi. Finchè ne hanno: e anche quando non ne hanno più come si è visto nelle ultime partite.

Sarri sta perdendo la bussola? Assolutamente no. La squadra è nelle sue mani saldamente, corrono tutti verso un solo unico obiettivo e l’ambiente sembra unito: il fatto che desta scalpore però sono alcune risposte del tecnico azzurro, facilmente irritabile di questi tempi.
Prima i calendari, poi il campo di Udine che non andava bene, dopo la querelle con Spalletti sulle partite ogni tre giorni per finire con le interviste pre e post partita col Feyenoord: il tecnico ha i nervi a fior di pelle, probabilmente cerca di accentrare tutto su se stesso per isolare i suoi giocatori, ma per il bene della squadra, forse, la cosa migliore sarebbe quella di raffreddare un pò gli animi e risolvere il problema.
Onde evitare di dover scendere in fretta dal treno dei sogni.

  •   
  •  
  •  
  •